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Prestiti

Prestiti: le differenze tra credito al consumo e prestito personale

credito al consumo
Posted: 05/09/2016 alle 11:04   /   by   /   comments (0)

Conoscere alla perfezione il mondo dei prestiti e dei finanziamenti sta diventando di questi tempi sempre più importante, visto soprattutto il numero sempre maggiore di lavoratori autonomi, liberi professionisti o famiglie che richiedono un prestito per poter dare un po’ di respiro alla propria attività, o anche solo per poter acquistare un bene con una comoda rateizzazione.

Le varie formule erogate dagli istituti di credito non vanno però confuse ed è necessaria chiarezza anche solo per distinguere due tipologie di finanziamento molto comuni: il credito al consumo e i prestiti personali.

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Con credito al consumo, o prestito al consumo, si intendono quelle attività di finanziamento delle persone fisiche e delle famiglie che hanno lo scopo di sostenere i consumi e di rateizzare i pagamenti. Il credito al consumo si caratterizza per il fatto che non serve per sostenere investimenti, ma solo per finanziare la spesa corrente delle famiglie.

La somma di denaro prestata, unita agli interessi, viene rimborsata secondo le modalità e i tempi prestabilite dal contratto sottoscritto dall’ente erogatore e dal cliente. Però attenzione: tutto ciò vale solo per i beni di consumo, non per gli immobili, trattandosi in questo caso di un vero e proprio investimento.

Per attività di questo tipo, o più in generale per prestiti necessari alla propria attività economica, si ricorre ai prestiti personali. Si tratta di una forma di finanziamento a privati erogato da una banca o da un istituto finanziario specializzato, attraverso la quale il cliente riceve una somma di denaro utile come investimento e si impegna a restituirla in maniera rateizzata entro un periodo predeterminato.

Ma a rendere i prestiti al consumo e i quelli personali completamente diversi, sono anche le garanzie richieste al soggetto richiedente. Nel primo caso, queste sono abbastanza limitate: tipicamente è sufficiente che il richiedente abbia un reddito, un conto corrente e non sia iscritto nella lista dei cattivi pagatori.

Con i prestiti personali è tutto molto più complicato e al lavoratore autonomo vengono chieste garanzie molto più alte e difficili da soddisfare. In mancanza di una busta paga, si dovrà presentare la propria dichiarazione dei redditi e se questa non fosse sufficiente, si potrebbe arrivare a chiedere anche un’ipoteca.

Appare evidente come le due cose non vadano confuse e come il credito a consumo sia molto più alla portata dei soggetti richiedenti. Si tratta in ogni caso di strumenti utili, ma da utilizzare con estrema cautela.

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