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Prestiti

Prestiti a dipendenti: ecco le formule più diffuse

prestiti a dipendenti
Posted: 06/09/2016 alle 08:15   /   by   /   comments (0)

Avere un lavoro fisso è sicuramente un grande vantaggio se si ha intenzione di chiedere un prestito ma, a seconda del proprio contratto, ci si può indirizzare su una o sull’altra proposta.

Per esempio per i dipendenti pubblici ottenere un finanziamento è un gioco da ragazzi in quanto è risaputo che siano difficilmente licenziabili. L’entità del prestito concedibile al lavoratore pubblico, dunque, è estremamente variabile. In genere non può essere inferiore ai 1.500 euro, e può raggiungere facilmente i 75 mila euro.

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Alcune Banche e Finanziarie sono disposte in particolari casi a superare questo limite. E’ chiaro che maggiore è l’importo del prestito, è maggiore deve essere il reddito richiesto dalle istituzioni finanziarie per ripagare le rate previste dal piano di ammortamento. Quindi più si occuperò una posizione di prestigio ben retribuita e più si potrà ambire, naturalmente, ad un finanziamento alto.

Il dipendente statale può ottenere un prestito molto spesso a tasso agevolato per via del basso profilo di rischio creditizio. Inoltre le forme di prestito a disposizione del dipendente pubblico sono molteplici.

Tutt’altra storia per quanto riguarda i dipendenti del privato per i quali la formula più diffusa è quella della cessione del quinto. La peculiarità di questo tipo di prestito è che il dipendente privato non deve versare alla Banca le rate di rimborso come normalmente accade per i finanziamenti. Infatti le istituzioni finanziarie, in ragione del contratto di finanziamento sottoscritto, prelevano direttamente le rate dalla busta paga del dipendente.

In altre parole è il datore di lavoro che si sostituisce al dipendente nel rimborso del prestito. Come per il prestito personale, il prestito al dipendente privato è una forma di finanziamento che consente al richiedente di impiegare il denaro per le proprie finalità senza che siano previsti vincoli di utilizzo da parte della Banca erogante. Il tasso del finanziamento è fisso e determina un certo numero di rate costanti funzione dell’importo e della durata scelta che può raggiungere i 10 anni, ovvero le 12 mensilità.

Anche gli apprendisti hanno possibilità di accedere a determinati tipi di finanziamenti anche se le condizioni sono meno vantaggiose. Solitamente in questi casi il prestito personale può avere durata massima di 60 mesi ma, in linea di massima, la regola generale è che la scadenza del prestito non può essere posteriore alla scadenza del contratto di lavoro.

I tassi applicati sono generalmente dell’1,00% – 1,50% superiori alle medie di mercato, in quanto includono spesso un premio assicurativo rischio impiego. Il montante lordo, inteso come capitale ricevuto a prestito e interessi passivi è spesso limitato nell’intorno dei 10.000 euro.

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