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Finanza

Criptovalute in discesa: perde anche ripple

criptovalute in discesa
Posted: 03/02/2018 alle 08:23   /   by   /   comments (0)

L’inizio del 2018 è in segno negativo per le criptovalute, anche per quelle che nel corso degli ultimi mesi avevano ottenuto performance incredibili, come ad esempio ripple. La criptomoneta che piace alle banche nel corso del 2017 ha visto passare il suo valore da alcuni decini di dollaro, fino a correre per i 3 dollari.

L’avvio del nuovo anno invece ha mostrato qualche incrinatura negli investimenti di chi sperava di poter guadagnare cifre milionarie grazie alle cripto monete. Dipende solo dal fatto che gli speculatori hanno voluto monetizzare il loro investimento o ci sono ulteriori cause di questa débâcle?

L’andamento da inizio anno

In effetti il 2018 non è cominciato per nulla bene per chi desidera investire in criptovalute, con un rapido crollo visto già nei primi giorni di gennaio. Inizialmente tutte le monete hanno avuto questo tipo di andamento, per quanto riguarda ripple valore è quasi dimezzato in pochissimi giorni. Anche se in effetti si può notare come il mercato tratti le criptovalute come se fossero un unico prodotto, analizzando ogni singola valuta si nota come alcune abbiano avuto più problemi rispetto ad altre.

Le motivazioni del crollo sono infatti da un lato correlabili al periodo dell’anno: quando finisce un anno sono molti gli investitori che tendono a cercare di monetizzare quanto guadagnato, per valutare come operare in futuro. Oltre a questo però alcuni eventi hanno influito pesantemente sul valore di alcune specifiche criptovalute.

Le politiche economiche mondiali

Fino ad oggi il numero di Stati che si è espresso pro o contro la diffusione delle monete digitali è esiguo. Nella maggior parte dei casi si tratta di un vivi e lascia vivere, come ad esempio sta facendo la Comunità europea, che non ha ancora messo in atto alcun tipo di regolamento specifico per le criptovalute. È anche vero però che l’economia della maggior parte di questi Stati non viene influenzata in modo pesante dalla diffusione di queste particolari monete.

Tra gli Stati che invece si sono espressi in modo negativo, vietando il cambio di bitcoin, ripple e altre monete digitali sul loro territorio nazionali possiamo evidenziare la  Corea del sud e la Cina. Proprio in questi luoghi il numero di persone che utilizza quotidianamente criptovalute per i suoi scambi commerciali ed economici rappresentano un’importante fetta dell’economia. Questo è il motivo che li ha spinti a regolamentare la diffusione di dette monete, così come il motivo che ha contribuito al crollo di tutte, o di alcune di esse.

Il caso della Corea del sud

Emblematico è il caso della Corea del sud, dove dapprima un elevato numero di speculatori si è buttato nell’investimento in ripple e bitcoin, tanto da influire in modo pesante sull’economia dell’intero Paese. Questo ha ovviamente preoccupato le autorità, che si sono affrettate a bloccare le società di cambio operanti sul territorio.

Lo scetticismo di un’intera nazione per quanto riguarda l’uso e lo scambio libero delle criptovalute è stato più che sufficiente per causare l’abbassamento dei prezzi, fino ad arrivare quasi al crollo dei ripple.

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