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Economia

Agevolazioni per i genitori, cosa potrebbe cambiare nel 2017

Agevolazioni per genitori
Posted: 20/10/2016 alle 10:04   /   by   /   comments (0)

La prossima Manovra, attualmente ancora in fase di studio da parte del Governo, per il 2017, potrebbe cancellare alcune agevolazioni a sostegno delle nuove famiglie. Nuove, invece, potrebbero essere introdotte, altre riconfermate (è il caso dei bonus bebè).

Le novità della manovra 2017

Allo studio, in particolare, c’è la possibilità di introdurre un sostegno, pari a mille euro, per tutte le famiglie (indipendentemente dal reddito) per le spese dell’asilo nido e delle scuole per età prescolare. Inoltre, si sta ragionando sulla possibilità di un bonus per le future mamme, di circa 800 euro, da destinare alle donne in attesa per fare fronte alle prime spese che la nascita di un bambino porta con sé.

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Qual agevolazioni potrebbero essere cancellato

Dall’altro lato, però, alcune agevolazioni potrebbero essere cancellate. Si tratta di strumenti di cui le famiglie italiane hanno usufruito poco o male, spesso a causa di una mancata corretta informazione. Sotto la lente del Governo ci sono due misure particolari: il voucher baby sitting e il congedo di paternità. Il primo risulta uno strumento poco utilizzato nei primi anni e che ha poi registrato un vero boom nel 2016.

È stato introdotto nel 2012 dal ministro Fornero e poi riconfermato. Si tratta di un sostegno pari a 600 euro mensili per undici mensilità per sostenere le spese di baby sitter o di asilo.  Nel 2016 le richieste sono aumentate tantissimo tanto da portare l’Inps, l’ente erogatore, a dichiarare di aver terminato, già a fine luglio, i 20 milioni per il 2016 e di non poter accettare più altre domande. La scure potrebbe cadere anche sul congedo di paternità, una misura introdotto solo nel 2016 e già a rischio.

I neopapà hanno avuto a disposizione due giorni di congedo obbligatorio ( a cui si sommano due giorni di congedo facoltativi, entrambi con il riconoscimento del 100 per cento della retribuzione). A spingere verso la cancellazione della misura, lo scaro ricorso che se ne è fatto durante tutto il 2016. Il congedo parentale per i papà risulta una grande conquista per l’assistenza al neonato in Italia, piccola ma tanto attesa. Sarebbe davvero un oeccato vederla cancellare perché poco utilizzata.

Il congedo parentale, cos’è e come funziona

Il congedo parentale, argomento su cui si sofferma anche un interessante articolo del portale guidafisco.it, è una forma di indennità che lo Stato riconosce alle famiglie italiane con figli affinché sia garantito il diritto del bambino ad un’adeguata assistenza. Partendo da questo principio, viene riconosciuto sia alla mamma che al papà del bambino il diritto di assentarsi, anche contemporaneamente, dal lavoro per un periodo complessivo che non superi gli 11 mesi e fino ad un’età massima del bambino di 8 anni.

Questo periodo può essere fruito in mesi, settimane o giorni. Non è consentita, invece, la fruizione per ore.  Questa indennità è riconosciuta anche a coppie che abbiano adottato un bambino. In realtà, qualcosa è cambiato con l’introduzione del Jobs Act. Nel merito, la riforma ha visto l’estensione fino a 12 anni del congedo parentale non retribuito. Per quello parzialmente retribuito al 30 per cento, l’estensione a 6 anni del figlio, a 8 anni per le famiglie disagiate.

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