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Finanza

Investire nei titoli di Stato alla luce del taglio rating Italia

investire nei titoli di stato
Posted: 14/03/2017 alle 08:21   /   by   /   comments (0)

Come atteso, l’agenzia di rating DBRS ha ridotto di un gradino il rating a lungo termine dell’Italia, portandolo così da A (low) a BBB (high). La decisione di porre sotto osservazione il merito di credito dell’Italia era stata presa ad agosto, e poi prolungata per tenere conto dell’esito del referendum costituzionale.

Peraltro, una simile decisione non è certo sorprendete, considerato che gli analisti stimavano proprio un tale esito. Ma cosa accadrà ora? L’abbiamo chiesto agli amici di investimentisicuri24.com, e questo è il risultato.

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Perchè il rating italiano è stato declassato

Cominciamo con il ricordare che il declassamento del rating italiano riflette una serie di fattori determinanti. Il primo è relativo all’incertezza sulla capacità politica di continuare lo sforzo per le riforme strutturali, diminuita a parere dell’agenzia con la nomina del nuovo governo e con la bocciatura del referendum costituzionale, che invece avrebbe permesso all’esecutivo di proseguire la sua legislatura con più incisività e stabilità.

Il secondo punto è la continua debolezza del settore bancario (DBRS ritiene che la costituzione del fondo da 20 miliardi di euro non sia sufficiente a perseguire una significativa riduzione dell’elevato livello di crediti deteriorati). Il terzo punto è l’evidenza di un contesto di crescita persistentemente debole che comporta ritardi nell’obiettivo di riduzione dell’alto debito pubblico, lasciando il Paese esposto a shock.

Secondo DBRS, l’outlook (attualmente stabile) potrebbe essere abbassato a “negativo” se l’impegno politico al consolidamento fiscale e alle riforme dovesse indebolirsi o in caso di una significativa revisione al ribasso delle prospettive di crescita economica, tali da ritardare ulteriormente la riduzione del rapporto debito/PIL. Viceversa, progressi sul fronte fiscale che consentano una significativa riduzione del rapporto debito/PIL, combinati con un forte impegno alle riforme strutturali e/o un significativo miglioramento della qualità del credito, potrebbero portare a un miglioramento del trend a “positivo”.

Una scelta simile alle altre agenzie di rating

In tal proposito, ricordiamo che anche Fitch e Moody’s (rating attuale BBB+ e Baa2 rispettivamente) hanno di recente portato a negativo il loro outlook sul rating italiano (il pronunciamento di Moody’s è atteso il 10 febbraio, quello di Fitch il 21 aprile), mentre S&P (la meno ottimistica tra le agenzie con un rating di BBB-) lo ha confermato a stabile dopo l’esito del referendum costituzionale. Il principale effetto della decisione di DBRS è quello di un aumento automatico dei margini di garanzia applicati ai titoli di Stato italiani delle operazioni rifinanziamento presso la BCE.

I prossimi mesi saranno dunque molto importanti per poter orientare la convenienza all’investimento sul debito italiano. E voi che ne pensate? Conferite fiducia all’impiego in titoli di Stato tricolori all’interno del vostro portafoglio?

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