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Mutui e tassi di interesse: gli effetti della Brexit

tassi di interesse
Posted: 08/08/2016 alle 12:10   /   by   /   comments (0)

Nelle ultime settimane si è parlato molto della Brexit e dei suoi pesanti effetti sulla grande economia, sui mercati, sugli scambi da e verso l’Inghilterra e sulle imprese con interessi nel Regno Unito.

Un impatto non meno importante è stato però quello registrato nel settore dei mutui, che, in Italia come nel resto d’Europa, ha risentito enormemente dell’uscita del paese d’Oltremanica dall’Unione Europea. Andiamo a vedere perché.

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effetti della brexitIn un primissimo momento, Brexit si è fatta sentire principalmente sui mercati finanziari, innescando aspettative di nuove misure espansive da parte della BCE nel corso dei prossimi trimestri, a garanzia e sostegno della liquidità di mercato, stabilità e crescita Area Euro.

Questo ha a sua volta stimolato aspettative di tassi Euribor (tassi variabili) a valori minimi su periodi temporali più estesi, una nuova caduta dei tassi sui titoli di stato e quindi una nuova riduzione dei tassi interbancari IRS (tassi fissi).

Questi ultimi, insieme ai tassi variabili Euribor sono quindi ai minimi storici di sempre e probabilmente per periodi di tempo maggiormente estesi rispetto a quanto atteso nel pre-Brexit.

Gli spread di offerta sui mutui post brexit non stanno invece aumentando e sembrano stabili, se non addirittura in ulteriore leggera riduzione. Le banche non stanno reagendo quindi alla Brexit, gli spread sono sempre molto ridotti e oscillano, per le migliori offerte sia a tasso fisso che variabile, fra lo 0,9% e l’1,1%.

Nel medio e lungo periodo la situazione potrebbe però mutare significativamente: è difficile prevedere scenari esatti ma sicuramente avranno un ruolo fondamentale le modalità e i risultati delle negoziazioni fra UK e Bruxelles, negoziazioni che si dipaneranno su un arco temporale esteso e che potrebbero impattare in maniera differente sull’economia reale dei vari Paesi.

Con minori flussi di reddito e prospettive salariali, il rischio di credito delle banche aumenterebbe e potenzialmente anche i tassi di default crescerebbero. Ciò porterebbe inevitabilmente ad un nuovo aumento degli spread e quindi dei tassi finali per i mutui casa.

Quando si entra nella sfera dell’economia reale e la crescita si arresta, imprese, privati e famiglie con maggiore incertezza e minori prospettive potrebbero rallentare spese e investimento, alimentando un nuovo circolo vizioso di deflazione e recessione.

Simili rischi sono comunque tenuti ben in considerazione sia da Londra, che da Bruxelles. Ci si aspetta quindi che si riesca a trovare un equilibrio nelle misure che verranno definite, a beneficio di una maggiore stabilità e solida ripresa di tutti i sistemi economici colpiti dalla decisione di Brexit.

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