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Economia

Risparmio, il debutto di gala dei PIR

debutto dei PIR
Posted: 28/04/2017 alle 16:25   /   by   /   comments (0)

La stampa di settore ne sta parlando da tempo, forte dei numeri (positivi) che hanno riscosso dal loro debutto sul mercato finanziario nazionale. Sono i cosiddetti PIR, i Piani Individuali di Risparmio, introdotti dall’ultima Legge di Bilancio.

Secondo stime ufficiali, questo particolare strumento di risparmio gestito ha raccolto un miliardo di euro in tre mesi: un inizio col botto, considerando che il governo – in tempi non sospetti – aveva ipotizzato di “raccogliere” 14 miliardi nel giro di 5 anni.

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Complice il contesto finanziario attuale, caratterizzato da rendimenti obbligazionari negativi e da bassi tassi, pare proprio che i PIR abbiano fatto breccia tra i piccoli e medi risparmiatori. Dopotutto, l’obiettivo era proprio questo: ridare slancio agli investimenti nel mercato azionario buttando benzina – in parallelo – nel ‘serbatoio’ delle piccole e medie imprese nostrane.

I Piani Individuali di Risparmio, infatti, rappresentano una nuova formula di investimento che prevede alcuni vincoli e altrettanti vantaggi. Un ‘pacchetto’ PIR, se detenuto per almeno 5 anni, è esente:

  • dall’imposta sui redditi da capitale (che oggi ammonta al 26%)
  • dalle tasse di successione

Al tempo stesso, ciascuna persona può:

  • detenere un solo PIR nella sua vita
  • investire in PIR massimo 30 mila euro all’anno (il tetto è di 150 mila in 5 anni)

La peculiarità di questo pacchetto di investimento è rappresentata dal mix di azioni e obbligazioni di piccole e medie imprese italiane (o estere, purché con una stabile organizzazione nel territorio italiano): almeno il 70% del capitale dev’essere investito sull’economia ‘reale’ del Belpaese.

I primi dati di raccolta dimostrano un ottimo gradimento da parte del mercato: bene per i risparmiatori, che possono diversificare il portafoglio di investimento – calibrandolo in base al proprio profilo di rischio – e sfruttare le agevolazioni fiscali; bene anche per l’industria finanziaria, che vede lievitare l’offerta e le entrate sotto forma di commissioni.

Sicuramente, come tutti i prodotti con una componente azionaria, anche i Piani di Risparmio Individuale presentano dei costi e dei rischi, al netto di un buon rendimento. Perciò è insensato dire se siano o meno una soluzione vantaggiosa e adatta per ogni profilo di risparmiatore. Per essere consapevoli ed evitare investimenti incauti, per valutare se e come diversificare l’investimento in base alle proprie aspettative di rischio e per scegliere con cognizione di causa le aziende su cui puntare, è meglio chiedere una consulenza al promotore finanziario di fiducia o a una società di gestione del credito ‘trasparente’ e autorevole.

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