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Finanziamenti

Finanziamenti alle imprese: la rigidità delle banche nel concederli

finanziamenti alle imprese
Posted: 19/08/2016 alle 19:51   /   by   /   comments (1)

Negli ultimi anni, vuoi per la negativa congiuntura economica, vuoi per un’infinità di fattori interni ai singoli istituto, parlando di banche si sta venendo a creare una situazione che a molti potrebbe apparire paradossale: proprio la banca sembra essere diventata la peggiore nemica di chi conta su un prestito o su un mutuo per poter salvare la propria impresa.

Ottenere un finanziamento oggigiorno sta diventando sempre più difficile e complesso, specie per quelle aziende che più di tutte sono state colpite dalla crisi dei consumi delle famiglie italiane, i cui titolari fanno affidamento sulla dichiarazione dei redditi per chiedere aiuto alla banca “di fiducia”. Dichiarazione dei redditi che spesso si rivela essere insufficiente come garanzia, visti i rigidi paletti imposti da ormai tutti i principali istituti di credito.

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Il perché di tale rigidità nei confronti dei lavoratori autonomi può essere spiegato abbastanza facilmente. Essi, seppur potendo dimostrare di avere un lavoro continuativo, non hanno la certezza di un introito costante e devono affrontare quotidianamente pagamenti diluiti nel tempo, creditori e debitori. Le banche si chiudono a riccio quando hanno a che fare con soggetti appartenenti a questa categoria.

Un commerciante, diversamente da un lavoratore con un contratto a tempo indeterminato, più difficilmente potrà dimostrare di possedere la giusta “capacità di rimborso” necessaria a ottenere il prestito. Ecco che quindi l’istituto di credito inizia a chiedere documenti su documenti, per poter così sondare al massimo il caso specifico.

La prassi, in mancanza di una busta paga o della pensione, è quella di chiedere la dichiarazione dei redditi. Raramente però un soggetto con reali necessità di ottenere un finanziamento presenterà una dichiarazione soddisfacente. È in quel momento che la banca diventa il “mostro” di cui si ha tanta paura: quando, per poter erogare il prestito, richiederà un’ipoteca su un immobile.

Non tutti però hanno la fortuna di possedere una casa da ipotecare. Si deve allora fare affidamento su una persona che garantisca. E tutto ricomincia da capo: il garante dovrà presentare tutta la documentazione sopra citata, facendo ripartire dall’inizio un iter complicato e fastidioso. Nello sfortunato caso in cui questa mole di carta evidenzi una capacità di rimborso non sufficiente, l’erogazione del prestito personale verrà rifiutata.

Stessa cosa qualora il richiedente abbia già in attivo altri contratti di finanziamento tali da impegnare oltre un terzo del suo reddito. Insomma, una regola in più per rendere la vita difficile ai lavoratori autonomi in cerca del denaro necessario per salvare la propria attività.

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