Nightmare Before Christmas 3D e Sweeney Todd. Tim mescola horror e musical. E ottiene una miscela che è pura poesia

Devo ammetterlo: ero un po’ scettica all’idea di vedere uno dei miei film preferiti in assoluto “rilavorato” in tre dimensioni. Invece sono uscita dalla sala estasiata. Nightmare Before Christmas non è un film pensato per il 3D, gli elementi raramente escono dal quadro per raggiungere lo spettatore. Eppure la profondità che questo nuovo Digital Disney 3D ha conferito al film rende davvero interessante e validissima questa nuova fruizione.
Non che potrà mai soppiantare quella del film così come era stato fatto, che è e sempre resterà un gioiellino di perfezione, però grazie a questa nuova tecnica possono essere notati tanti particolari che erano stati letteralmente messi in scena sul piccolo set a passo uno per creare un mondo, quello delle Città delle Feste, tanto più realistico quanto più è completo proprio di queste minuzie. È anche grazie a questi piccoli elementi che rivalutiamo (qualora ci fosse bisogno di ulteriori conferme) il genio puro di Tim Burton, che li ha disegnati e realizzati tutti, che con la sua mente visionaria non si accontenta mai di abbozzare, ma riscalda sempre tutto con i minimi particolari.
A seguire sono stati proiettati gli unici sei minuti terminati di Sweeney Todd. Fotografia fredda, desaturata, costumi e make-up sempre più estremi, con Johnny Depp e Helena Bonham Carter che sono semplicemente perfetti, loro che probabilmente capiscono più di chiunque altro cosa passa per la testa di Tim.
“Non sono mai stato un grande fan dei musical in quanto genere, ma unire horror e musical per me è una cosa fantastica, ho fatto le cose nel modo in cui più mi piace”, ha spiegato ieri l’artista-regista durante la conferenza stampa per la consegna del Leone d’Oro alla Carriera. Del nuovo film non rivela molto, dice che ancora si sta formando persino nella sua testa: “Non so ancora dire se è drammatico o tragicomico. Non vorrei dirvi che è una commedia e poi nessuno riderà quando lo vedrà! Cerco di fare un film horror all’antica, ma con la musica, è un territorio nuovo per me. E anche per gli attori, dato che non tutti sono cantanti e la musica è piuttosto difficile. Avere dei veri attori e non dei cantanti lo ha reso un film speciale, ognuno di loro si è cimentato nel canto, si è messo in gioco. C’era qualcosa di molto strano in questo: è un processo che rende l’attore molto vulnerabile, esce fuori, si rivela… ma era bello vederli aprirsi in questo modo”.
Per questo progetto Burton non collaborerà con Danny Elfman. “Lui ama scrivere musica nuova, vuole che le musiche siano del tutto opera sua”, ha spiegato Tim, e per questo musical le canzoni esistevano già nella versione teatrale, a volte complicatissimi pezzi polifonici.
Noi non stiamo davvero nella pelle: questi sei minuti di “assaggio” saranno una tortura finché non potremo vederlo finito.
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