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di Federica Aliano


Una carica dirompente di comicità, grazie ad attori eccezionali e alla regia inesplosa dei fratelli Coen

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Fare l'avvocato divorzista a Hollywood è più o meno come essere un leone in un branco di lupi: mai abbassare la guardia, convincerli che sei loro amico mostrare i denti per non essere sbranato... Ma Miles Massey è il migliore in questo campo: dopotutto il suo prematrimoniale è stato oggetto di studio di un intero semestre a Harvard.
Ma cosa accomuna un divorzista pieno di sé e del suo fascino a una donna arrivista che colleziona mariti allo scopo di 'spolparli'? La noia, naturalmente, la piatta vita della ricchezza vergognosa che certo dona e rende tutti più belli, ma dà più solitudine che felicità. E allora ecco la sfida, il 'friccicorio' da tempo sopito che si fa strada...
George Clooney nei panni di Miles Massey può essere deifnito con una sola parola: sommo. Chissà se mai ha caratterizzato un personaggio così a tuttotondo... D'altra parte, per accettare il ruolo, ha voluto i Coen alla regia, così da giocare in casa... Egocentrico, vanitoso, esibizionista, sfacciatamente furbo e iena quanto basta per essere il miglior divorzista, per non aver nessuna causa persa, il Miles di Clooney è così finto che sembra reale. A conferma che il Clooney migliore non è quello di film come La tempesta perfetta, George si pavoneggia con estrema autoironia, gioca con il suo fascino e con il sorriso, ammicca all'infinito, ostenta la sua bellezza un po' matura senza essere fastidioso, si prende in giro quel tanto che basta, fa il verso agli avvocati, spalanca gli occhi e la bocca come un bambino nel paese dei balocchi... insomma: tutto. Senza di lui semplicemente il film non ci sarebbe.
E Catherine Zeta-Jones gli tiene testa, alla maniera classica della commedia sofisticata. Sfodera tutto il suo charme e la sua avvenenza, non lesina lezioni di classe, contiene i suoi gesti e gli sguardi, recita con tutto il corpo e con gli occhi ancor di più. Qualcuno ha già paragonato la nuova coppia comica a Spencer Tracy e Katherine Hepburn (non esageriamo) e ha parlato di ritorno al cinema classico e ai generi. Beh, sicuramente i Coen hanno firmato una commedia brillante e intelligente, un ritorno al cinema vero, e se c'è una cosa certa, è che questo film ha una carica esilarante che poche pellicole possono vantare.
Situazioni paradossali, a volte anche oniriche, bassezze, gag classiche e collaudate accompagnate a trovate nuove e originali, il surreale che caratterizza le loro regie... Tutto è bilanciato alla perfezione. E il piccolo ruolo di Billy Bob Thornton che ormai non può far altro che confermarsi uno dei migliori attori del mondo, ogni volta che appare sullo schermo: che ci vuoi fare, ognuno ha la sua croce...
Se solo non si avesse la sensazione che accompagna la visione di ogni film dei fratelli Coen, quella per cui il film è stato girato con una mano sola... Già perché a un esame attento, tutta la filmografia dei brillanti e iperpremiati fratelli sembra avere un potenziale di fondo ancora inesploso; a tratti è persino palese un talento ancora inespresso, come un cattivo studente per natura brillante, che prende sette in matematica senza aprire il libro. Cosa accadrebbe se si impegnasse nello studio?
Joel e Ethan, vi aspettiamo: già così siete geniali, cosa ci farete vedere quando vi impegnerete?

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