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  • Professione Serial Killer
di Alessandro De Simone


Da Dexter a Mr. Brooks, tornano alla grande i maratoneti delll'omicidio. Ma per quanto bravi, sempre dilettanti allo sbaraglio...

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Quest'estate le sale cinematografiche americane hanno visto abbattere un altro tabu. Kevin Costner, l'attore che probabilmente più di chiunque altro ha raccolto l'eredità delle star hollywoodiane classiche, tutte d'un pezzo e pronte a sacrificarsi per una buona causa, è diventato un assassino seriale.

Tutto questo succede in Mr. Brooks, film diretto da Bruce Evans (sceneggiatore di Starman e Stand by Me), in cui Costner è un marito fedele e un amorevole padre di famiglia, imprenditore di successo rispettato dalla comunità. Solo che è anche un serial killer, metodico e spietato.

Non vi raccontiamo altro, ma è comunque singolare vedere come la figura dell'omicida seriale continui ad affascinare il mondo di Hollywood (basti vedere il recentissimo Zodiacdi David Fincher) e non solo. Anche le serie televisive stanno cominciando a dare largo spazio a questi inquietanti individui, basti pensare a quanto successo in una delle passate season di Nip/Tuck e, soprattutto, a Dexter, vero e proprio caso televisivo dell'ultima stagione americana che presto arriverà anche in Italia sui canali Fox.

Protagonista della serie è Michael C. Hall, uno che di morti se ne intende, visto che era David Fisher nel cult Six Feet Under, uno dei due fratelli proprietari della agenzia funebre di famiglia. Dexter è invece un apparentemente tranquillo impiegato della scientifica della polizia di Miami che però di notte si trasforma in cioò che lui stesso definisce un mostro: uno spietato omicida seriale specializzato nel giustiziare suoi simili. Ebbene sì, Dexter è un serial killer di serial killer, quelli che la polizia non riesce a incastrare per mancanza di prove.

Una serie a dir poco disturbante e con implicazioni morali ed etiche profondissime che sta lasciando un segno indelebile sul 2007 televisivo americano, visto che sta portando nelle case di tutti uno degli incubi più funesti del tessuto sociale statunitense.

Parlare di personaggi come Ted Bundy o Jeffrey Dahmer, colpevoli di diecine di omicidi, fa sembrare il caro vecchio Jack lo Squartatore un teppistello di un quartiere periferico di Londra e il decidere di normalizzarne la figura in realtà è una maniera per esorcizzare la loro presenza su questa terra, certo non di giustificarla.

Sia Dexter Morgan che il Mr. Brooks di Costner sono persone consapevoli di essere malate e in qualche modo desiderose di curarsi, assassini che assumono una valenza positiva nell'America distrutta dal dolore delle stragi scolastiche (Virginia Tech è stata la numero trentacinque in dieci anni) e dalle campagne belliche sempre più invise al Mr. Smith di turno.

Perchè come diceva Fabrizio De Andrè, Dexter & Brown, per quanti bravi, sono sempre parenti artigianali di chi uccide su scala industriale.

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