La terza serie è iniziata. Con nuovi nodi, misteri sempre più fitti e inaspettate storie d’amore

A volte ce lo chiediamo, siamo sinceri. Ma se gli sceneggiatori di
Lost ci stessero solo prendendo in giro? Eppure non riusciamo proprio a evitare di seguirlo, in religioso silenzio per non perdere importanti dialoghi, sfumature, immagini flash nascoste da un’entità fumosa… Maledetto JJ Abrams e il suo meccanismo di flashback!
I primissimi minuti dell’episodio 1 della terza serie rimettono in discussione tutto le sicurezze che ci eravamo creati nella testa fino al quel momento. E anche tutte le congetture, le ipotesi, i massimi sistemi di cui noi fan – ammettiamolo – discutiamo sui forum sotto falso nome… Evviva Petula Clark con la sua Downtown a fare da colonna sonora a quella scena!
Come posso ora parlarvi della terza serie senza attirarmi le vostre ire perché ho fatto un copioso spoiler? Mi limiterò a dire che gli schemi narrativi diventano sempre più fitti, le questioni invece di sbrogliarsi si ingarbugliani ancora di più, i misteri si allontanano prograssivamente dall’essere svelati. In questa terza serie i personaggi importanti diventano essenzialmente tre: Kate, Sawyer e Jack, ostaggi della comunità deglli “altri”, strutturatissima e misteriosamente crudele. Dall’altra parte, sull’isola dove sono naufragati, c’è Locke che diventa il punto di riferimento di tutti. Altrove ci siamo noi, c’è Michael, il traditore che è riuscito ad andarse.
Le scene si spostano in buona parte al chiuso, spingendo l’acceleratore sul senso di claustrofobia dei personaggi e degli spettatori.
Viene da chiedersi per quanto potranno ancora andare avanti senza svelarci nulla, continuando a confonderci le idee e mai dandoci dei “contentini”, delle spiegazioni plausibili. Ma del resto, non è sempre la quantità di pubblico che determina la fine di serie fortunate. Prendiamo ad esempio
Una mamma per amica (presto finirà anche da noi) o
Sex and the City, che si è fermato giusto in tempo per far andar via Carrie e le altre in grande stile, meritandosi la promozione sul grande schermo. Lost forse, per la sua stessa strutta narrativa, non potrebbe mai aspirare a tanto. Ma non lo dicevamo anche di
X-files?
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