Clooney incontra Soderbergh e insieme gettano le basi per un connubio che si preannuncia davvero interessante. Jennifer Lopez da arresto cardiaco
Elmore Leonard si è sicuramente rivelata una scoperta importante per Hollywood, visto che anche le due precedenti trasposizioni cinematografiche da suoi libri, Get Shorty (Id., USA, 1996) e Jackie Brown (Id., USA, 1997), hanno avuto ottimi riscontri di critica e botteghino. A dire il vero, Out of Sight non si è rivelato uno strepitoso successo, ma è senz'altro un film che merita una generosa attenzione, non foss'altro per aver rilanciato un regista negli ultimi tempi un po' trascurato.
Dopo Delitti e segreti (Kafka, USA/Francia, 1991), i quattro film successivi di Soderbergh sono stati distribuiti in Italia solo per il mercato home-video, facendo dimenticare il clamore suscitato dalla Palma d'Oro di Cannes per Sesso, bugie e videotape ("Sex, Lies and Videotape", USA, 1989) e rendendo impossibile seguire l'evoluzione artistica dell'autore.
Lo spazio è tiranno, quindi mi limito a dire che in Out of Sight ciò che maggiormente intriga è la costruzione temporale della narrazione (si può parlare per ore dell'importanza del tempo in Soderbergh e lo faremo alla prossima occasione), fatta di continui rimbalzi tra passati e presenti, cosa che non complica più di tanto la vita allo spettatore, anzi, ne mantiene viva l'attenzione in un film già di per se godibilissimo, grazie anche alla bella prova di tutto il cast: George Clooney è sempre affascinante, simpatico, bravo e si piace tanto, Jennifer Lopez è una bomba atomica (perdonate l'esplosione ormonale), ma dietro le due star, mi sembra giusto ricordare gli ottimi Dennis Farina e Ving Rhames, caratteristi degni di questo nome, rispettivamente nella parte del padre di lei e del complice di lui ed in un cameo Michael Keaton, nei panni di Ray Nicolette, agente federale già visto in Jackie Brown.
Menzione speciale a Elliot Davis per la bella fotografia, ma tutto il film è ben confezionato e diretto con mano sicura da Soderbergh che in quanto a tecnica non ha niente da imparare da nessuno: speriamo che abbia successo qui in Italia, così forse dei distributori smemorati potrebbero ricordarsi delle sue dimenticate opere precedenti.
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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