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  • Elizabeth - The Golden Age
di Federica Aliano


La celebrazione della più grande sovrana d'Inghilterra tra sontuosi set e costumi sfarzosi

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Innanzitutto chiariamo un punto. Mai film sarà mai abbastanza fastoso o sufficientemente celebrativo per parlare della regina Elisabetta I d’Inghilterra. Forse nessun’altra sovrana ebbe mai la sua forza, sicuramente nessuna possedette mai la sua integrità. L’abilità nel governare, il piglio sicuro nel negare il trono a mariti arrivisti, la fermezza con cui portò il suo regno alla magnificenza la rendono un’icona a cui tutte le donne, ancora oggi, dovrebbero guardare. E anche gli uomini, soprattutto i politici.

Detto questo, non possiamo affermare che Elizabeth: The Golden Age sia un film riuscito. La scelta di chiedere nuovamente a Cate Blanchett di vestire i sostuosi abiti di Elisabetta è stata la carta vincente. Non solo per continuità, non solo perché stiamo parlando di colei che probabilmente è la migliore attrice attualmente attiva sull’intero panorama mondiale, ma perché la sceneggiatura si posa interamente su di lei. Troppo facile infatti adagiarsi sulla regalità dei costumi, perfettamente ricostruiti, sulle scenografie e le acconciature. Sono perfette. Ma una regia ridondante fa sembrare l’Età dell’Oro troppo vicina al Barocco italiano, minimizza i comprimari a sterotipi, in particolare Jordì Molla che in questa pellicola somiglia stranamente al “nostro” Fabio Volo.
Sta nella recitazione la riuscita di questo film, non solo in quella di Cate Blanchett (per la quale ormai spendere qualunque parola è superfluo. Ascoltatela in originale, capirete quanto è divina), ma anche in quella stranamente misurata di Clive Owen e nella sentita interpretazione di una giovane sorpresa, Abbie Cornish nella parte di Elizabeth Throckmorton, la dama di compagnia preferita della Regina, sua confidente e amica.

Per il resto, tutto suona come l’eco nelle enormi stanze di un palazzo regale: le musiche, i dialoghi, il compiacimento per le scene di tortura. Tutto è eccessivo e tirato troppo per le lunghe. Tutto, tranne gli omaggi alla Regina. E speriamo tanto che la visione faccia venir voglia di acquistare una biografia di Elisabetta I, una sovrana sì, ma soprattutto una donna da scoprire.

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