In un mondo dove Flickr è la nuova frontiera degli archivi digitali d’immagini liberi e accessibili a chiunque, la figura del fotografo professionista sembra in crisi

La settimana scorsa ho incontrato un fotografo old style: mi ha chiesto cosa fotografassi io nella vita, e io: “Ritratti”. “Sì, ma come li fai?”, “In digitale”.
Da lì ha iniziato a urlare tutta la sua rabbia contro un mondo che gli cambia sotto i piedi, come un tapis roulant troppo svelto:
“No, è il computer che fa la foto!!!”
“Ma guardi che semmai è il contrario: prima dovevo pregare lo stampatore per dare quel giusto punto di contrasto che cercavo, ora controllo io tutto il processo, fino alla stampa”.
E lui: “Non è vero, è il computer, grrr".
Va beh - ho pensato - questo non sa di cosa sta parlando. Alla fine mi ha augurato tante belle cose.
Poi leggo di questa nuova applicazione nel tanto decantato stile web 2.0.
GoSee4Me
Funziona così: faccio l’ennesima registrazione, cerco un determinato luogo o oggetto del globo terracqueo e immetto la richiesta. In quella parte del mondo, oggetto della mia ricerca, gli utenti iscritti riceveranno la mia richiesta e potranno scattare per poi eventualmente vendermi l’immagine. Insomma stavolta non è proprio il computer che fa la foto, ma qualsiasi essere dotato di una fotocamera appena decente.
Una volta il fotografo lo si riconosceva proprio dall’attrezzatura e dalle capacità d’impostare i parametri di tempo e diaframma. Oggi mi metto davanti al mio bravo monitor e faccio le mie richieste ben direzionate.
La paura è sempre la stessa: è il computer che fa la foto?
In fondo, anche noi fotografi col mac, una digitale da 10megapix e l'ultima versione di Photoshop abbiamo qualche timore. Troppe fotografie circolano su Google-Ricerca immagini e sui servizi di stock-photo, cosa faremo noialtri? Mica possiamo tutti quanti scrivere articoli di fotografia?
L'esperienza, non la mia, bensì quella storica, ci insegna che i cambiamenti vanno interpretati e non fuggiti.
Dunque le considerazioni sono tante.
Da una parte c’è sempre una crescente richiesta d’immagini, e dove c’è un bisogno l’imprenditore vede un opportunità di business, da qui nascono servizi come GoSee4Me; dall’altra noi fotografi. Se ci fermiamo a riflettere prima di scattare, ci accorgiamo che i serivizi di massa sono sempre caratterizzati da una qualità relativa; in realtà questo servizio consiste nell'uso della fotocamera come strumento per catturare informazioni e condividerle. Nei viaggi vediamo possibili location, in diverse stagioni e ore del giorno, facce e oggetti particolari.
Non c'è mica bisogno di un fotografo professionista per questo genere di cose.
Il fotografo deve avere un valore aggiunto, provo a proporne qualcuno:
- La creatività. Detta così sembra banale, ma chi è un professionista sa bene che dietro questa parola si nasconde il proprio tratto distintivo. Perché la cosa difficile non è fare una “bella fotografia”, ma esprimere una propria visione riconoscibile. (Esattamente quello che fanno i fotografi di calendari e "nudi artistici").
- La professionalità: Non è facile tradurre in immagine un qualsiasi briefing con il cliente e capire ciò che lui esattamente cerca. (Anche perché spesso neppure lui lo sa.)
Il finale è questo: se qualcuno crede che basti rifornirsi di una fotocamera reflex prosumer e un giro di conoscenze giuste per fare il fotografo. Allora si che deve temere il web 2.0.
E c'ho piacere. Benvenga.
Commenti (0)
Inserisci il tuo commento