Habacuc era un profeta del vecchio testamento famoso perché rimproverava a Dio di vedere la violenza sulla terra e non fare nulla per fermarla

Da alcune settimane circola un notizia in rete che ha generato un certo scalpore. In una delle sue varianti più diffuse recita così:
"Guillermo Habacuc Vargas ha organizzato una mostra espondendo ciò che di migliore il suo genio potesse partorire: un cane legato a una corda, destinato a perire di fame dinanzi ai curioso osservatori, esperti di pseudo-arte. L'Idea geniale, brillante, rivoluzionaria è stata addirittura premiata con un invito all'artista in questione a partecipare alla Biennale Centroamericana del 2008 come rappresentante del suo paese. Boicotta la presenza di Guilliermo Habacuc all'evento, contro la disumanità che si spaccia per arte. L'arte necessita di strumenti migliori. (fonte: www.petitiononline.com/13031953
http://attivissimo.blogspot.com)
‘Eres lo que lees’ (‘Sei quello che leggi').
È la frase, scritta con croccantiniper cani, che Vargas ha voluto vicino al cane-opera d’arte. Dopo i rifiuti opposti alle persone che volevano liberare la povera bestiola e le conseguenti critiche, l’artista ha risposto che tanto il cane sarebbe comunque morto perché randagio e malato e che lui voleva mantenere il forte valore simbolico della sua opera d’arte a dimostrazione che la gente guarda, ma non interviene di fronte alle molte atrocità.
Dopo l’invito a partecipare alla Biennale Centroamericana del 2008 è nata sul web la classica petizione on-line (tra l’altro senza alcun valore legale) per impedire a questo spregevole individuo, che si lascia chiamare artista, di proseguire con i suoi intenti.
In un'intervista rilasciata a la Nación, Vargas ha dichiarato: "Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una strada".
Da qui si dipanano due versioni differenti sull'esito dei fatti.
Secondo Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di ‘La Prensa’ in Nicaragua, il cane sarebbe morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto.
Invece la galleria che ha ospitato l’allestimento sostiene che il cane è stato correttamente alimentato e lasciato libero nelle ore al di fuori della mostra (che sarebbe durata 3 ore ciascun giorno). Il fatto strano è che il cane è sparito: morto oppure fuggito (come afferma sempre la galleria)?
Di cose strane ne accadono nel cinema, nella fotografia, nella musica, ma l’arte a volte mi sembra il regno del tutto è possibile, tutto è vendibile, molto poco resta di comprensibile.
L’artista Vargas forse ha a cuore il destino dei poveri randagi di San Josè, oppure forse ha a cuore il sistema per raggiungere la più grande platea possibile attraverso la polemica e le petizioni on-line.
E noi che stiamo qua a raccontarvi il fatto Vargas non siamo altro che parte di questo sistema che nutre se stesso: in cui un artista per denunciare un problema sociale, come quello dei cani randagi che stentano a sopravvivere ai margini delle città, ne prende uno e lo affama sul serio, allora sì che tutti se ne accorgono e protestano.
Ma questa è un'affermazione neppure del tutto vera, poichè non bisognerebbe mai scambiare la piazza mediatica per il mondo intero: a sentire la televisione o certi blogger pare che noi viviamo soltanto la sfera mediatica, appunto, ma ci sono numerosissimi fatti di emarginazione, povertà e di solidarietà che avvengono nella sfera privata e quotidiana, esistono eccome.
E poi, perchè Vargas, dopo che la polemica sollevata gli ha procurato così tanta notorietà, afferma in un comunicato pubblico: "
Sei quello che leggi non è più un'opera d'arte"? Perchè ormai l'opera in questione non solo non lo aiutava più a salire in notorietà, ma poteva causargli qualche problema alla Biennale, visto che è proprio da quest'ultima che gli è giunta richiesta di un rettifica?
Cos'è, non è più convinto del suo prorompente messaggio?
Io non mi sento proprio quello che leggo o che vedo, e neppure la vecchina che stamattina dava qualche spicciolo alla solita donna Rom con un bebè in braccio che chiedeva con la sua formuletta imparata a memoria la carità.
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