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17 maggio 2012  



  • Letture - Fumetti - Graphic Novel
  • Gli occhi e il buio
di Alessandro De Simone


Sergio Bonelli fa centro ancora una volta. Il romanzo a fumetti di Gigi Simeoni appassiona, convince e non ha niente da invidiare a una graphic anglosassone

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Adesso, non è che vogliamo essere le ragazze pon pon di Sergio Bonelli, anche perché io vestito come Hayden Panettiere in Heroesfaccio pure un po’ schifo, ma dobbiamo ammettere che il vecchio (bonariamente parlando) editore di Via Buonarroti sta davvero facendo di tutto per far sì che l’arte delle nuvole parlanti non vada perduta.

Dopo Dragonero, prima uscita della nuova collana, storia fantasy non del tutto convincente, il 26 ottobre è arrivata nelle edicole Gli occhi e il buio, noir a tinte forti scritto e disegnato da Gigi Simeoni.

Ambientato nella Milano di inizio secolo, con un fondamentale prologo parigino, Gli occhi e il buio racconta la caccia al Fante di Cuori, serial killer che semina cadaveri sotto il Duomo inseguito dal commissario Matteo De Vitalis, uno dei primi esperti della polizia scientifica nostrana.

Simeoni costruisce un intreccio che funziona, nonostante un finale non proprio a sorpresa, ma i due elementi meglio riusciti di questo romanzo a fumetti sono l’ottima caratterizzazione dei personaggi e le splendide ambientazioni.

Alessandro Simonetti, pittore di belle speranze la cui vita cambia dopo la morte della sua promessa sposa, e il già citato Matteo De Vitalis, commissario dai metodi moderni, vero e proprio antenato di Gil Grissom, sono due perfetti antagonisti inseriti in una struttura fumettistica con grandi influenze cinematografiche. Ma la stessa cura viene riposta anche nei personaggi di contorno, dal reporter Sante Ferrari alla bella prostituta Claudette, fino al misterioso Angelo, amico del cuore di Alessandro, tutti caratteri che si calano alla perfezione nella splendida Milano del 1908 ricostruita mirabilmente dalle chine di Simeoni, il cui tratto ricorda molto quello del miglior Magnus, reso più cupo dall’uso sapiente del chiaroscuro e da tagli d’inquadratura molto audaci in alcune vignette.

Ma la cosa più importante è che Gli occhi e il buio è un’altra ventata d’aria fresca nel panorama del fumetto italiano, movimento che sembra aver trovato nuova linfa proprio in questo finale di 2007, e non solo grazie a Bonelli (nelle prossime settimane parleremo anche delle nuove miniserie della Star Comics).

Insieme a Volto Nascosto, Gli occhi e il buio ha inoltre il grande merito di dare una dignità fumettistica alle nostre città, dimostrando che i navigli possono avere lo stesso fascino di Craven Road e Washington Mews, ma anche della Londra di From Hell (fatte le debite proporzioni, intendiamoci).

Insomma, complimenti a Gigi Simeoni e speriamo che questo romanzo a fumetti non sia un’oasi nel deserto, ma che venga seguito da altri prodotti di livello anche superiore.

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