Lenore, la cadaverina nata dalle matite di Roman Dirge, in due volumi editi anche in Italia

Attraversando le fiabesche lande che circondano la terra di Halloween dove ramingo si aggira Jack Skeleton, potrebbe succedere di imbattersi nell’albero-porta che dà accesso al mondo allucinato di
Lenore, la disarmante, cadaverica anti-eroina nata dalla matita di Roman Dirge, prestigiatore e leader del gruppo industrial noise dei Taxidermied.

Nata fortuitamente nel lontano 1992, quando l’inquieto autore si ritrovò a disegnarla per riempire le pagine rimaste vuote della sua rivista illustrata, questa stralunata bambina d’oltretomba rimbalza tra le miriadi di pubblicazioni indipendenti americane, fin quando non trova nella Slave Labor una casa editrice disposta a raccoglierne in volume le gesta e, sotto l’egida di Tim Burton, inizia a stregare i cuori di quanti amano le suggestioni gotiche e le storie intrise di malinconia. Il resto è culto: merchandising d’ogni genere, siti dedicati, corti d’animazione in media flash che furoreggiano su YouTube e tatuaggi della sgraziata zombie che campeggiano sull’epidermide di fan di tutto il mondo.
Refrattaria a ogni definitiva classificazione, Lenore è involontariamente assurta a icona dalle più disparate controculture che ne hanno così decretato il successo, e, grazie ai due eleganti albi editi dalla Elliot, si colma finalmente una lacuna negli scaffali delle fumetterie e librerie italiane. Arricchiti da sapide e ironiche presentazioni di Dirge, i volumi, sottotitolati
Piccole ossa e
Piccole ossa crescono, permettono di seguire la genesi e l’evoluzione del personaggio. Inizialmente protagonista di macabri e surreali storie della durata di poche tavole che spiazzano per l’infantile e irresistibile crudeltà, Lenore si arricchisce di una caratterizzazione sempre più complessa e contraddittoria, insieme dolce e malvagia, ingenua e diabolica, che a ogni pagina disorienta il lettore incapace di prevenire le mosse di una creatura in grado di beffare la vita e la morte.

Partecipa alle sue avventure una ridda di comprimari deformi, bizzarri, grotteschi: Raga-muffin, un vampiro che soffre per essere stato trasformato da una maledizione in un inerme pupazzo; Gosh, un essere deforme mascherato come il dottor Decker, il killer psichiatra ideato da Clive Barker e interpretato da David Cronenberg in Cabal, irrimediabilmente innamorato della ragazzina dai fermagli per capelli a forma di teschio. E poi vi sono un’alce mummificata, un emissario di lucifero dalla testa a forma di secchio, un ibrido di bambola e roditore tassidermizzato, che insieme alla bionda Lenore danno vita a ilari siparietti, gag malsane, tormentate dichiarazioni amorose, accensioni di pura action a base di coreografiche performance marziali, fino all’esplosione finale che vede le orde dell’Ade invadere la terra intente a ricondurre la ragazza giù negli inferi.
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