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17 maggio 2012  



  • Lifestyle - Del bere - Eventi
  • SensofWine
di Giuseppe De Simone


Degustazione (da maratoneti) dei migliori vini d’Italia all'Auditorium Parco della Musica di Roma, secondo Luca Maroni

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Ci era già capitato di partecipare ad un evento organizzato da Luca Maroni, nel 2003 al Lingotto. Non vogliamo avventurarci in disquisizioni filologiche, ma kermesse è il termine più appropriato per questo genere di degustazioni: manifestazione di allegria generale e rumorosa. A Torino assistemmo anche alle premiazioni e ricordiamo Luisa Corna che cantava. Quest’anno non abbiamo sentito cantare, ma comunque eravamo al Parco della Musica, di rumore ce n’era tanto ma non si vedeva un solo un muso lungo, neppure per il freddo, che avvolgeva troppo le bottiglie di rossi prestigiosi al piano inferiore dello spazio espositivo.
Trecento aziende che producono mille vini d’eccellenza: partiamo da qui e dall’ultima considerazione della serata; i vini assaggiati erano tutti buoni, non tutti eccellenti, ed è vero che non li abbiamo assaggiati tutti, ma non ne abbiamo trovato uno, anche uno solo, veramente cattivo. Pura fortuna o, se preferite, il caso? Non crediamo, vediamo piuttosto il risultato del buon lavoro fatto da Maroni, che ha portato a scelte vincenti e non sempre facili o scontate, come i vini della Tenuta Gorghi Tondi o l’Amarone di San Michele, formidabile, che nella versione Monteci diventa un sogno ad occhi aperti, purtroppo destinato a rimanere tale, vista la produzione di sole 3000 bottiglie.
L’assortimento è completo, dai nomi stranoti, come Alberto Loi e Planeta, alle generose produzioni come Moncaro e Cantina Tollo, cantine sociali come Due Palme, tutti con almeno un vino eccellente.
Tanta grazia semplifica la vita del consumatore ed inoltre buona parte delle etichette risulta prodotta in quantità soddisfacenti; l’aspetto economico è l’unico a dare pensieri. I dati che ci sono stati forniti non tranquillizzano, i prezzi sono in ascesa, ormai è quasi impossibile comperare un buon vino spendendo meno di 6/7 euro e la scelta risulterebbe molto limitata, obbligandoci a bere spesso lo stesso vino; spingendosi nel campo dell’eccellenza i 25 euro sono la norma. I costi salgono, compresi gli stipendi anche se sono la voce che cresce meno, lavorare la terra è un lavoro duro che dà poca sicurezza, quando c’è da incassare è meglio farlo, in modo da avere risorse sufficienti per potersi migliorare anche in tempi di magra. Non ce la sentiamo di prendercela con i produttori, il problema è sentito e loro rispondono, almeno a parole. Filiberto Massone, direttore marketing e vendite della Marchesi Incisa della Rocchetta, non si nasconde: la loro Barbera d’Asti vale quanto richiesto e l’andamento delle vendite giustifica la tendenza del prezzo, che segue le più elementari leggi di mercato.
Le ricerche di Maroni, che vanno da sempre anche in direzione della ricerca del buon rapporto qualità prezzo, trovano la Malvasia Gran Cru Forte Rigoni di Ariola che potrebbe non sembrare un vino d’eccellenza ed invece lascia gradevolmente sorpresi per gusto, tipologia, uvaggio e prezzo.
Ci siamo imbattuti in alcuni vini che meriterebbero una maggiore attenzione. Non potremo non ritornare sulla Ribolla Gialla di Polencic che si distingue fin dal primo sorso e con l’approssimarsi delle feste vorremmo riparlare del Soul Saten, un armonico Franciacorta di sole uve Chardonnay prodotto da Contadi Castaldi, o del Prosecco di Nino Franco e della Cuvee de Fondatore di Valdo.
E per finire delle piccole curiosità. Della Carpenè Malvolti abbiamo assaggiato uno spumante Rosè Brut L’Arte Spumantistica dall’incredibile colore rosa carico che risulta gradevole al bicchiere, e della stessa linea un Kerner Brut, vitigno importato dalla vicina Austria, che merita assolutamente un acquisto per la particolarità e la qualità. Della Loacker, parenti dei famosi biscotti, abbiamo assaggiato un buon Morellino di Scansano da una bottiglia chiusa con un elegante tappo di vetro, riutilizzabile e riciclabile al 100%.
Nonostante gli ampi spazi, anche di venerdì, con il passare delle ore, l’affluenza rendeva sempre più difficile la circolazione, soprattutto nei pressi dei banchi con vini di antico blasone. Sono certo che Luca Maroni provvederà ad allargarsi organizzando il Sensofwine 2008.
Come non augurargli un nuovo sold out.

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