Philip Pullman porta la sovversione nel fantasy, per la gioia (si fa per dire) dei Narniani e dei Vaticani
Queste oscure materie. Francamente basterebbe il titolo della trilogia per appassionarsi alle vicende della giovanissima Lyra Belacqua, monella e orfanella che corre in lungo e in largo per il Jordan College e che scopre che oltre le sue mura esiste un mondo pieno di avventure straordinarie. Le stesse che viviamo insieme a lei sfogliando le pagine de
La bussola d’oro, primo romanzo della serie ed esordio nel mondo del fantasy di questa straordinaria eroina.
Una volta superato lo scoglio delle prime venti pagine, un po’ ostiche, ma anche fondamentali per capire gli elementi fondamentali dell’universo delle Oscure Materie, è praticamente impossibile non essere rapiti dalla scrittura di Pullman, raffinata e ricercata, in alcuni passaggi anche piuttosto lontana da quello che dovrebbe essere lo stile della letteratura per bambini e ragazzi.
Ma
The Golden Compass (questo il titolo originale del romanzo, che per onor di cronaca è edito in Italia da Salani) è soprattutto un esempio di come un genere da più parti considerato, erroneamente e ingenuamente, minore e poco nobile, sia invece un fulgido esempio di narrativa pedagogica, in questo caso oltretutto estremamente positivo.
Sottolineiamolo il caso in questione. "La bussola d’oro" è uscito più di dieci anni fa e a proposito delle mille polemiche sulla sua componente anticlericale e anticristiana si è già detto tutto e il contrario di tutto, così come sul fatto che Queste Oscure Materie sia il contraltare laico de
Le cronache di Narnia, ciclo fantasy scritto da
Clive Stapple Lewis in cui i protagonisti bambini prendono in mano armi, combattono, uccidono, tutto nel nome di Dio o chi per lui. I bambini di Pullman vengono invece strappati alle loro case e alle loro famiglie e privati dell’innocenza per diventare dei cittadini modello, facilmente controllabili e manovrabili.
Insomma, Pullman attraverso un’incredibile avventura (di cui preferiamo dirvi poco e niente per non rovinarvi la lettura che continua con i due successivi romanzi, La lama sottile e Il cannocchiale d’ambra), spiega ai ragazzi quanto meraviglioso sia il libero arbitrio, concetto oltretutto tutt’altro che anticristiano, in quanto ben radicato nelle pagine dei Testamenti, a loro modo primo fulgido esempio di letteratura fantasy.
"Queste Oscure Materie" è quindi per molti una saga sovversiva e francamente meglio così, perché in fondo è vero, se questo vuol dire insegnare ai ragazzi a pensare con la propria testa, guardarsi da chi vuole limitare la loro libertà individuale, coltivare dei valori forti come l’amicizia, la lealtà, la famiglia.
Davvero roba da scomunica.
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