• Visioni - Televisione - Serie TV
  • Ugly Betty - una “bruttina” alla riscossa!
di Nicoletta Scatolini


Dal Queens a Mode: il miracolo mediatico di un divertente panegirico sull’importanza della bellezza interiore

Immagine

Il problema dell’aspetto estetico, dell’esagerata focalizzazione su di esso, è un male comune. Le icone di stile, le pubblicità, la TV, il cinema, da mondi lontani e all’apparenza irreali, si sono fatti sempre più strada nell’immaginario collettivo, fino ad aumentare la loro portata socio-culturale. Se negli USA tutto questo è condotto all’eccesso, il settore della moda ne è, ovviamente, lo specchio estremizzato.
Per questo Betty Suarez è stata una sorprendente novità nel panorama televisivo statunitense, popolato da tante protagoniste brillanti e argute oltre che belle e affascinanti, inspiegabilmente sempre truccate di tutto punto e fasciate da una carrellata infinita di abiti glamour, neanche avessero al posto di un normale guardaroba l’armadio di Narnia, uno di quelli che farebbero invidia persino a Mary Poppins. Diventata un fenomeno mediatico fin dalla prima messa in onda della sua stagione d’esordio (trasmessa negli Stati Uniti tra la fine del 2006 e l’inizio di quest’anno, e arrivata in Italia a maggio), Ugly Betty ha avuto da subito un notevole riscontro di pubblico e critica, tanto da essere già stata associata ai format televisivi più “collaudati”.

Tratta liberamente dalla soap opera colombiana Yo soy Betty, la fea (ma non mancano anche i riferimenti a Il diavolo veste Prada), questa divertente serie narra le vicende di una giovane aspirante scrittrice di origini messicane, intelligente ma ben poco avvenente, che, direttamente dal (per niente sobrio) quartiere newyorchese del Queens, approda alla patinata rivista fashion Mode, nella speranza di realizzare il suo sogno. E si scontra da subito con un ambiente del tutto distante dal suo, dove regna la filosofia dell’apparire piuttosto che dell'essere, tanto frivolo quanto brutale. Il microcosmo di Mode è comicamente surreale, nella sua rappresentazione quasi fumettistica: un acuto e grottesco scorcio sulle ”brutture” celate dietro le facce “da copertina”, gli intrighi e i sotterfugi (in un’atmosfera che quasi riprende l’essenza di tante soap, come quella latino-americana che scorre nel teleschermo della famiglia Suarez).
Betty in questo contesto è un pesce fuor d’acqua (e la sua goffaggine diventa spesso spunto comico, suo malgrado) e il contrasto, oltre che le interazioni, tra i due mondi è rappresentato efficacemente. Il suo personaggio può contare su un “contorno” di gustose figure, tra cui spiccano l’esilarante duo di “macchiette” Amanda-Marc (che purtroppo perde un po’ di colore con il doppiaggio) e il nipote Justin (la figura più teneramente “eversiva” della serie).

Superata agilmente e ottimisticamente (un po’ troppo, per un prodotto che porta in sé anche molti toni drammatici) la barriera dell’aspetto fisico e della diversità, asse portante della trama è il fatto che Betty è anche, e soprattutto, una ragazza brillante e forte (nonostante sia il bersaglio preferito dei suoi “sadici” colleghi), con una solida famiglia alle spalle. E tutto ciò le permette di camminare (il più delle volte) a testa alta, non curandosi del giudizio degli altri, e riuscendo a mostrare il “cigno” che è in lei.
Miss Suarez ostenta fin troppo, quasi contraddittoriamente, una sicurezza (che di certo manca agli altri personaggi) davvero inverosimile, se non altro per la sua giovane età. Il fatto di non cambiare una virgola di sé è un manifesto d’intenti fin troppo esplicito, che rende il messaggio sociale un tripudio un po’ stucchevole di buonismo, facendogli perdere via via il mordente e la satira che ci si aspetterebbe, dato l’argomento. La Betty che ne esce fuori è un modello di integrità e moralismo, ma risulta una figura un po’ seriosa e “celebrativa”.
Ciò non toglie nulla all’indubbio valore di questa vivace e colorata serie, molto curata nei dettagli, composta da un ottimo cast e da spunti intelligenti. Un po’ più di coraggio però non avrebbe guastato in una serie con grandi potenzialità, come questa che si fa carico di un discorso sociale tanto importante.

Commenti (0)

Inserisci il tuo commento

Immagine con il codice di verifica