
Una volta l'onore di avere un minutaggio sostanzioso era riservato solo a film di una certa taratura. I più giovani certamente saranno più propensi a dire che è preferibile avere due ore ventisette minuti di
Bad Boys II, piuttosto che tre ore e quarantasette di
Via col vento, ma si sa che spesso la giovine età non porta consiglio. Nell'immortale capolavoro di David O'Selznick, infatti, per quanto le generazioni ultime lo possano considerare un immane polpettone, c'era molta più azione e spettacolarità di quanta ne sia capace di infondere Michael Bay in questo fracassato più che fracassone action. Si tratta in realtà della sostanziale differenza che c'è tra il cinema classico e quello moderno, quelle due diverse epoche che vengono distinte dalla cura che Hollywood ha deciso di riservare alla sceneggiatura e dall'importanza che gli stessi produttori danno a questa pila di fogli dattiloscritti da cui dovrebbe in un secondo tempo venir fuori un film.
Nei grandi kolossal del tempo che fu la dilatazione temporale era necessaria per poter raccontare tutti gli incredibili ribaltamenti narrativi e colpi di scena che servivano a mantenere viva l'attenzione dello spettatore, senza alcun bisogno di far frantumare quaranta macchine su una highway o di distruggere un villaggio di poveri cubani oppressi da quel cattivone di Fidel.
Un esempio lampante lo troviamo in uno degli ultimi film di Billy Wilder,
Fedora, in cui l'apparente staticità della messa in scena viene bilanciata dall'incredibile dinamismo narrativo della sceneggiatura. Il massimo che riusciamo a strappare a Bad Boys II è un divertente duetto tra la coppia Lawrence - Smith che vuol far paura al quindicenne fidanzatino della figlia del primo.
La stessa fascia d'età a cui consigliamo questo film, perché è un'ottima maniera per passare il sabato pomeriggio al cinema con la ragazza/o e pomiciarvi senza il timore di perdere qualche nodo fondamentale di un racconto che si dilata inutilmente e che mette in scena la sempre più irritante protervia americana.
Vero e proprio inno alla bellezza delle armi, Bad Boys II punta tutto sulla sua immagine patinata e sulle sequenze spettacolari, oltretutto clamorosamente mal montate e dirette, a conferma dell'incapacità di Michael Bay di riuscire a stare appresso persino a se stesso.
Eppure, nonostante tutto, con una mezz'ora in meno avremmo tranquillamente sopportato l'ennesima vaccata muscolosa americana, ma la virata finale estremo destrorsa in cui Cuba e i Castristi sono i cattivi da schiacciare sembra scritta dal direttore della CIA in persona.
Ovviamente non ci aspettavamo di vedere un capolavoro ma, per favore, quando si spendono tutti questi soldi, provare a dedicarsi anche al contenuto oltre che alla forma dovrebbere essere un dovere.
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