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17 maggio 2012  



  • Suoni - Soundtrack - Soundtrack
  • Angela's Ashes
di Stefano Vaselli


John Williams firma una colonna sonora intimista e commovente per l'esperto Alan Parker

Immagine

CD Decca Records 466 761-2 DH

01. Theme from Angela's Ashes (6'18")
02. My Story (2'19")
03. Angela's Prayer (4'47")
04. My Dad's Stories (1'51")
05. Lord, Why do you want the wee children? (4'03")
06. Plenty of Fish and Chips in Heaven (3'25")
07. The Dipsy Doodle (1'08")
08. The Lanes of Limerick (3'25")
09. Looking for Work (3'31")
10. Pennies from Heaven (2'09")
11. My Mother Begging (3'46")
12. If I Were in America (2'34")
13. Delivering Telegrams (1'51")
14. I Think of Theresa (1'57")
15. Angels Never Cough (2'31")
16. Watching the Eclipse (3'00")
17. Back to America (2'38")
18. Angela's Ashes Reprise (6'17")

Durata: 57'32"

Il maestro John Williams mette a segno un altro risultato della sua straordinaria carriera di compositore e direttore di musical tracks for motion pictures, carriera che, come è noto, ha fatto del noto musicista americano un punto di riferimento quasi obbligato, dato il suo indiscusso talento creativo, per alcuni registi di primissimo piano degli ultimi trent'anni, primo tra tutti, naturalmente Steven Spielberg, che lo scoprì, lanciandone il genio musicale nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, nel 1975 con l'indimenticabile leitmotiv di Jaws (Lo squalo), seguito negli anni successivi dal tema di Star Wars (Guerre Stellari, 1977) di George Lucas, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo (1978) The Raiders of the Lost Ark (I predatori dell'Arca Perduta, 1981), E.T. (1982) tutti e tre dello stesso Spielberg e da tanti altri memorabili saggi di impeto, passionalità e intensità sinfonica (cosa sarebbe stato delle sequenze ad alta spettacolarità ed altissimo eroismo di Superman (1979) di Richard Donner, senza il tema militar – avventuroso concepito da Williams come una sorta di marcia trionfale tutta impeccabilmente confezionata in uno stars and stripes style?).
Eppure chi conosce da vicino l'indole tardo - romantica del maestro Williams sa bene come un'altra faccia della sua produzione, un aspetto meno celebrativo dei super eroi in 35 millimetri le cui avventure vengono cantate ed accompagnate da più di venticinque anni dalle musiche del maestro americano, e per questo motivo, ipso facto un aspetto meno celebre di per sé, siano le sue predilezioni per i temi dall'alto profilo espressivistico e per le melodie che denotano (soprattutto laddove Williams decide di indulgere per scelte strumentali decisamente meno imponenti e complesse, nella strumentazione, delle ballate sinfoniche delle musical tracks fin ora ricordate) il ravvicinamento intimistico del carattere di personaggi dalla caratura meno epica e, forse, più patetica, o decisamente drammatica, come il protagonista di Turista per Caso (1987) di Lawrence Kasdan o i personaggi sospesi tra la vita e la morte de L'impero del Sole o di Schindler's List (1996).
Nel film di Kasdan e in Schindler's List, infatti, i temi musicali prediletti da Williams per le colonne sonore di questi due ultimi film sono melodie scelte per i profili timbrici di strumenti di base dal ruolo solistico (pianoforte, violino) accompagnati dall'orchestra, dal ritmo lento e spesso cadenzato, ed inserite in cornici rapsodiche di profondissimo respiro armonico che non ha nulla da invidiare agli adagi, ai larghi e ai rondò di notevolissime partiture per strumento solista ed orchestra di autori di fine ‘800 o della prima metà del 900 (si pensi a Tchaikowsky, Rachmaninov, e al Debussy de la Suite Bergamasque o al Gustav Mahler de la Sinfonia n.5.).
È il caso, questo, anche dello spartito di Angela's Ashes, l'ultimo film di Alan Parker, ambientato tra New York (dove inizia la vicenda) e, soprattutto, l'Irlanda poverissima, da poco indipendente, della seconda metà degli anni '30. Il film è tratto dal romanzo autobiografico di Frank McCourt, e narra le vicende dell'infanzia dello stesso che dovette affrontare, con la madre e i tre fratellini, uno strano viaggio di ritorno dall'America, meta obbligata di tutti gli immigrati europei del primo novecento, alla madre patria dei suoi genitori, vessati da una sfortunata serie di insuccessi economici e familiari, primo tra tutti l'alcolismo del padre di Frank. La melodia composta da Williams per il tema de Angela's Ashes obbedisce allo stile perfettamente bilanciato, in perfetto accordo con la formazione, sì eclettica, ma prima di tutto classicistica, di Williams, e si inserisce nel panorama delle migliori colonne sonore composte negli ultimi anni dal maestro americano. Il leitmotiv ha un nodo tematico articolato attorno ad un fraseggio dal respiro melanconico, scalato su un cromatismo dalla suggestiva atmosfera protoromantica e goticheggiante, che lascia sullo sfondo delle note un'implacabile sete di nostalgia per una patria da ritrovare e tutta da riscoprire e una terra lontana, abbandonata dietro i flutti di un oceano buio ed insondabile, e ispira, nello stesso tempo, un senso di inquietudine spirituale e di irrequietezza cui la fotografia del film, splendidamente diretta da Michael Seresin, fa da accompagnamento, realizzando lo scopo principale di ogni buona colonna sonora: permettere allo spettatore di invertire lo schema "contenuto narrativo del film – accompagnamento musicale" come e quando lo stesso fruitore voglia, in una sorta di "riorientamento gestaltico" musicale del rapporto pellicola/partitura, senza permettere allo scandire delle note di risultare invasivo sul resto dell'opera.
La melodia principale raccoglie spunti sicuramente risalenti alle suggestioni di partiture per pianoforte e orchestra come il secondo e il terzo Concerto per piano e orchestra di Sergei Rachmaninov, ma riprende pure, ri – elaborandola in modo nuovo ed originale, l'atmosfera carica di docilità ed intensissimo pathos del tema di Schindler's List, soprattutto laddove l'oboe, il pianoforte, e la partitura per arpa (splendidamente interpretata da JoAnn Turowsky nel brano The Lanes of Limerick, ottava traccia della colonna sonora) lottano spanna a spanna con la cornice orchestrale, per suggerire i contorni della personalità dei singoli protagonisti contro lo sfondo di una vicenda decisamente drammatica, dove la speranza di un futuro migliore appare, scena dopo scena, come l'attesa luce alla fine del tunnel.
Lo spartito si compone di 18 brani, tutti composti da Williams tranne le due canzoni The Dipsy Doodle di Larry Clinton e Pennies from Heaven di Johnnie Burke e Arthur Johnston, interpretata nel 1938 dalla meravigliosa Billie Holiday, un brano di ambientazione la cui scelta va a sottolineare il grande gusto per la ricostruzione ambientale della vicenda (il riferimento all'America lasciata dalla Famiglia McCourt, che contrasta con il suo ricordo l'immagine di un Irlanda poverissima) anche dal punto di vista musicale.
Alan Parker ha detto di John Williams, dopo aver terminato la supervisione della colonna sonora, che "If I sound too gushing, I make no apologies; the man is brilliant". Parole che si commentano da sole, e che pronunciate da un grande regista non fanno che cesellare l'ennesimo capitolo della grande carriera di un artista ormai indiscusso.

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