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  • Daredevil
di Alessandro De Simone


Non convince la trasposizione cinematografica del vendicatore cieco

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Anche i supereroi devono fare la loro parte nella difficile opera di ricostruzione psicologica del devastato popolo americano post 11 settembre. Non ci dobbiamo quindi stupire di vedere Matt Murdock nei panni di Daredevil affrontare la notte di New York inneggiando all'eroismo di una cittadinanza costretta a combattere contro forze oscure che operano nell'ombra.
Ciliegina rancida su una torta rafferma, prima di tutto perché non se ne può più di questa beatificazione della Grande Mela e, in seconda istanza, perché Daredevil non riesce a entusiasmare come film di supereroi e neanche in senso assoluto.
Nonostante i venti minuti iniziali lascino ben sperare, grazie a delle atmosfere dark efficaci (molto burtoniane, a dire il vero) e un buon ritmo, tutto si perde quando entra in azione il giustiziere, malamente caratterizzato da Ben Affleck e decisamente troppo cattivo nella lotta al crimine, dato che non c'è niente di educativo nel mostrare un uomo roso da un grave trauma giovanile ergersi a giudice e giuria. Ma tant'è, sappiamo sin troppo bene che si tratta di una pratica oramai di uso comune negli Stati Uniti.
Mettendo da parte poi le considerazioni contenutistiche, Daredevil ha un ritmo discontinuo e i personaggi sono sviluppati in maniera superficiale, facendo perdere gran parte del fascino misterioso che caratterizza la serie a fumetti, soprattutto per quanto riguarda la figura di Elektra, fisicamente molto ben resa dalla bella Jennifer Garner, ma lontana dall'eroina tormentata che aveva trovato in Bill Sienkiewicz e Frank Miller i suoi cantori per eccellenza.
Molto belle le scene acrobatiche girate con le tecniche classiche di Hong Kong, tremende quando subentra il digitale, utilizzato e realizzato malissimo, oltre che decisamente invasivo.
Nel complesso Daredevil perde di gran lunga il confronto con Spider-man, da cui attinge a piene mani per quanto riguarda le scene d'azione, e manca di un elemento fondamentale, ovvero un cattivo degno di questo nome. Kingpin e Bullseye avrebbero meritato maggior cura in fase di sceneggiatura.
Per finire, qualche piccola curiosità: Stan Lee e Kevin Smith appaiono in due cameo, ma quando vedremo il signor Clerks finalmente alle prese con supereroi che non siano Bluntman & Chronicle?.

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