• Visioni - Cinema - Recensioni
  • La maledizione della prima luna
di Andrea Grieco


Il primo episodio della saga dei pirati dei caraibi. Indimenticabile Johnny Depp nei panni del capitano Jack Sparrow

Immagine

Dopo aver fatto sfracelli ai botteghini d'oltreoceano, approda nelle nostre sale la ciurma di bucanieri più grottesca mai vista sugli schermi.
Il film rivelazione della nuova stagione cinematografica è merito del 'capitano' Gore Verbinski, che dopo una falsa partenza all'insegna di produzioni scialbe e insicure (The Mexican, Un topolino sotto sfratto), ha trovato il suo stato di grazia e l'ardire di cimentarsi col riadattamento del cult di Hideo Nakata, The Ring, realizzando (con buona pace dei detrattori del remake americano) un horror efficace ed intelligente, apologo sconfortante sull'uso dello sguardo e dei mezzi di comunicazione. Il successo planetario arriso alla sulfurea pellicola, conquista a Verbinski i favori del colosso Disney che non perde tempo nell'affidargli uno script d'acciaio, frutto degli stessi sceneggiatori di Shrek.
Il risultato finale è un'opera decisamente affascinante, che inscena un gradevolissimo susseguirsi di action, avventura, romanticismo, brividi e raccapricci in un'estrosa, certosina ricostruzione d'ambiente che restituisce intatta l'atmosfera picaresca del XVII secolo.
La Maledizione della prima luna ha tutte le carte in regola per mandare in solluchero gli spettatori e bissare il clamore dell'opera precedente, soddisfacendo appieno le aspettative dell'establishment. Ma Verbinski non lesina sulla libertà espressiva e riserva qualche sferzante manrovescio al sistema che lo sta vezzeggiando. D'altronde, come più volte enunciano gli stessi filibustieri del vascello pirata Black Pearl, qualsiasi codice esiste per essere violato, e l'armoniosa commistione dei registri narrativi sfoggiati dal film contempla irridenti scelte stilistiche, come la fotografia densa e minacciosa che aleggia persino sui momenti idilliaci, e l'impeccabile effettistica impiegata per metamorfosi orripilanti.
L'interpretazione articolata e lisergica con cui il fascinoso Johnny Depp caratterizza il pirata Jack Sparrow è da antologia e contribuisce a irradiare la pellicola d'ulteriore ambiguità.
Se a questo si aggiunge che la maledizione che grava sull'equipaggio di Barbossa è, in maniera neppure tanto allusiva, ascrivibile al peccato originale che sottende la società americana, compiuto attraverso lo sterminio delle popolazioni indigene da parte dei conquistadores europei, allora il film di Verbinski si ammanta di un'aurea indigesta.
La maledizione della prima luna è uno scossone tellurico alla cittadella hollywoodiana. Redime Jerry Bruckheimer dalla maldicenza che lo vuole produttore di sole opere fracassone (The Rock, Armaggeddon, Pearl Harbor) e fa tremare le fondamenta dell'immacolata major disneyana, vistasi vietare la visione ai minori di 13 anni e così privata del suo marchio per famiglie. Cinema e sortilegi hanno sempre formato un connubio inscindibile.

Commenti (0)

Inserisci il tuo commento

Immagine con il codice di verifica