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  • Harry Potter e la Pietra Filosofale
di Silvia Quadraccia


Il maghetto più famoso del mondo arriva al cinema diretto dall'esperto Chris Columbus e questa prima avventura non delude le attese

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Sedetevi comodamente sulle poltrone del cinema aprite gli occhi, liberate la mente e il cuore e cercate di lasciarvi alle spalle tutti i vostri anni, le vostre esperienze. Acquisite il punto di vista di un bambino e vi troverete nel bel mezzo di una storia fantastica, vi stupirete di fronte al venditore di bacchette magiche, tremerete alla vista del terribile "Voi-sapete-chi", assaporerete le caramelle "tuttigusti + 1" e riderete di quel "babbano" seduto in seconda fila che, incapace di vivere un'emozione, tenta di spiegare al figlio che "certe cose succedono solo nella finzione".
Notti buie, civette e giganti barbuti, maghi streghe e pozioni, ma anche, scarpe da ginnastica, "secchioni" e professori antipatici, è la fantasia che irrompe nella realtà, anzi diventa essa stessa realtà. È un gioco magico e incantato eppure così verosimile che all'uscita del cinema ci si può sorprendere a cercare il binario 9 e tre quarti per tornare a casa. E se fosse tutto vero? E se davvero esistessero figurine animate, maghi potenti come Silente, e stregoni crudeli come Voldemort? E se non fosse poi solo una storia per bambini? Perché no? In fondo tutto fila… come in una realtà parallela, il problema è forse che noi "adulti" ci dimentichiamo troppo spesso di sognare e accecati dalla vita quotidiana non riusciamo più ad avere quella capacità di stupirsi di innamorarsi propria dell'età infantile. Il merito maggiore del film di Columbus è quello di saper rendere concretamente visibili le fantasie della Rowling e donarle così a quanti credano che il cinema più di altre forme artistiche abbia la capacità di emozionare, appassionare e far immedesimare persino lo spettatore più asettico e distaccato. Un film come "Harry Potter e la pietra filosofale" non va visto ma vissuto, per poterne assaporare tutte le incredibili sfumature, non va analizzato ma goduto. È una favola moderna, che deve molto, come il romanzo da cui è tratta, al giallo, al libro game, al video gioco. È un film che sa mostrare una partita a Quiddich emozionando come fosse un derby della propria squadra del cuore. Ma tutto questo sarebbe solo tecnica sterile se si rimanesse al di fuori delle mura di Hogwarts se ci si limitasse a spiare Harry dalla finestra. La vera forza del romanzo, e per fortuna anche del film, è quella di saper costringere anche l'adulto più adulto, razionale e "noiosone" a giocare con i propri ricordi, a rivivere la gioia che provava difronte ai doni scintillanti di Babbo Natale, ad essere Harry, a commuoversi con lui davanti allo specchio che riflette i desideri. In un ABRACADABRA… si è materializzato sullo schermo un film che non concede troppo alla retorica, che prende le distanze dalle mielose atmosfere disneyane e così sorprendente che viene quasi da chiedersi se non sia davvero incantato. Un film capace di far sognare proprio tutti ed è questa la magia più grande!

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