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  • Harry Potter e la Camera dei Segreti
di Alessandro


Troppa attenzione agli effetti speciali a scapito dell'adattamento. Il secono capitolo non è all'altezza del primo

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Chi abbia letto il secondo romanzo della serie di Harry Potter dal quale è tratto questo film, non potrà che rimanere deluso dalla pellicola. La narrazione è frammentaria e la vicenda si concentra esclusivamente sull'azione principale tagliando drasticamente tutto ciò che non è strettamente funzionale alla stessa. Le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti, ci troviamo di fronte più ad un "action movie" che a quel racconto ricco di sfumature, particolari e indizi che avevamo trovato nelle "incantate" pagine della Rowling. Non solo sono stati tagliati personaggi e situazioni persino fondamentali per la comprensione della vicenda (come, ad esempio, tutta la parte dedicata al ministero della magia, il che non fa presagire niente di buono per il terzo ed il quarto film, che dovranno fare i conti con questo grave silenzio), ma soprattutto si è riusciti a far evaporare completamente l'aria veramente magica che si respira leggendo il romanzo e che ancora nel primo film Harry Potter e la Pietra Filosofale era stata resa abbastanza bene da Columbus.
Qui ci troviamo di fronte ad una azione che si svolge senza un prima e senza un poi, non si capisce bene come e perché, ma soprattutto sembra essere concentrata in un brevissimo lasso di tempo. La dimensione temporale che nel libro è estremamente dilatata, per far emergere tutti i chiaroscuri della vita quotidiana a Hogwarts, qui è al contrario compressa, quasi come se per cercare di dire tutte le cose importanti si fosse un po' perso di vista l'obiettivo principale.
Se c'è qualcosa di veramente geniale nelle pagine della Rowling è la sua capacità di costruire una realtà parallela, una dimensione diversa ma del tutto realistica, che affascina il lettore e non gli permette di chiudere il libro, lo cattura lo conduce lentamente tra le stanze segrete del castello, lo porta a lezione con i piccoli maghi, lo fa eccitare di fronte alle partite di Quiddich e lo fa annoiare durante le lezioni di storia della magia. Quando si finisce di leggere un libro di Harry Potter si prova un dolore acuto, come quando dopo l'estate si è costretti a salutare i propri amici, e si sa che solo fra un anno li si potrà ritrovare. Tutto questo è completamente assente nel film, si è puntato tutto sui sorprendenti effetti digitali, come la creazione di Dobby l'elfo domestico, che sono perfetti, niente da dire, ma dov'è il cuore? Dove sono i personaggi palpitanti di vita che ci aspettavamo?
Niente da dire neppure sui giovani attori che interpretano i protagonisti, sono tutti grandiosi. È la sceneggiatura che risulta veramente carente, quasi irritante, come una cena a base di profumi: immaginate di trovarvi al ristorante, ordinate le pietanze che desiderate assaggiare, arriva il cameriere poggia il primo piatto vi fa sentire il suo profumo, vi fa pregustare il suo ottimo sapore, ma proprio mentre state per assaggiarlo…lo porta via! Ecco, vedendo Harry Potter e la Camera dei Segreti ci si sente un po' così! Derubati, privati di qualcosa che si desiderava moltissimo. Harry Potter e la Pietra Filosofale in fondo era stato all'altezza delle aspettative, non si poteva immaginare che questo secondo film fosse tanto deludente! Decisamente incompleto e quasi evanescente, potrebbe essere un ottimo spot per il videogame di Harry Potter: pieno di colpi di scena, di effetti speciali, ma vuoto e freddo come un gioco a cui manchi il giocatore.

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