Il grande Stanley attraverso gli occhi del suo grande amico italiano Riccardo Aragno

Riccardo Aragno e Stanley Kubrick sono stati amici per quasi quarant'anni, si conobbero a Londra nel 1960 e da allora si frequentarono con regolarità, iniziando anche una bella collaborazione professionale (Aragno si è occupato dei doppiaggi italiani dei film dell'Eremita sin da
A Clockwork Orange). Al contrario delle molte pubblicazioni uscite in questo anno (o quasi) passato dalla morte di Kubrick, alcune tese a sviscerare ulteriormente la sua arte, altre a gettare ombre sulla sua figura, questo piccolo e piacevole libretto racconta niente altro che il titolo che porta: la storia di un'amicizia tra due persone. Diviso in brevissimi capitoli, ci aiuta a capire alcune delle manie, delle paure e dei sogni di quest'uomo che per anni è stato avvolto nel mistero, attraverso gli occhi di chi gli ha voluto bene e che accettava, com'è giusto che avvenga tra amici, cose che altri avrebbero giudicato folli. Scopriamo quindi che fine ha fatto il progetto su Napoleone, i rapporti con gli attori ed i tecnici, con la famiglia e gli amici, ci è possibile renderci ulteriormente conto del perfezionismo di un cineasta che nella sua vita e nella sua carriera è andato addirittura oltre l'arte, trasportando in immagini le più intime sensazioni dell'essere umani. Riporto un breve passo del libro, sicuro che vi spingerà a leggere anche il resto: "Quando lavorava a
Barry Lindon, Stanley venne a sapere da un tecnico della NASA che aveva collaborato a
2001: Odissea nello spazio che erano in vendita due obiettivi ad altissima sensibilità utili nelle scene illuminate dalle sole candele; il prezzo era elevatissimo. Stanley decise di comprarne uno. Fatta l'operazione ci ripensò. - Potrebbe succedere che qualcuno ne senta parlare e l'adoperi in un film. Per precauzione, è meglio che compriamo anche l'altro. Non si sa mai.-"
Autore: Riccardo Aragno (a cura di Daniele Dottorini e Michele Afferrante)
PP.: 120
Editore: Schena;
Brindisi, 1999
Prezzo: 9,30 euro
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