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17 maggio 2012  



  • Letture - Fumetti - Graphic Novel
  • No Clown
di Andrea Grieco


L'opera polisemica di Dario Arcidiacono che dipinge un universo inquetante fatto di orrori attualissimi solo in apparenza fantascientifici

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Un titolo e una cover programmatici per questo peculiare lavoro di Dario Arcidiacono: No Clown, con in primo piano un pagliaccio con le fauci sguaiatamente spalancate in un riso abnorme che assume le fattezze di un urlo agghiacciante e, in profondità di campo, un coro di altrettanti giullari intenti a rivolgere al cielo la loro ambigua e disturbante risata rendendo corale una cieca disperazione. Un’opera cupa e complessa questa dell’eclettico artista catanese, illustratore, pittore ed ex membro degli Ultrapop, collettivo che ha attinto all’immaginario post-moderno rielaborandolo e deformandolo secondo le necessità espressive e stilistiche di ogni suo singolo componente.

ImmagineDifficile trovare eguali per questo concept-book che azzera i confini tra prosa, disegno e fumetto, così come, con un’operazione da détournement situazionista, concepisce pagine di collage testuali realizzate assemblando brani estrapolati dai più diversi siti di controinformazione, a cui se ne affiancano altre contenenti i disegni dal tratto abrasivo dell’autore. Il risultato è un instabile e inquietante ibrido tra graphic novel e romanzo automatico, un’opera polisemica che narra un universo distopico pervaso da inquietanti complotti governativi, terrorismi psicologici, catastrofi ecologiche, manipolazioni genetiche, ipocrite guerre combattute in nome di presunte minacce e nobili ideali di civilizzazione. Con No Clown, pubblicato per la Grrrzetic Editore, Arcidiacono riesce nell’intento di fondere i pressuposti narrativi e umorali della sci-fi sociale con le esigenze e le modalità della Lowbrow Art e, senza mai scadere nella retorica e nel moralismo insiti nei pamphlet d’impronta ideologica, lascia trapelare nefasti eventi di risonanza globale riattivandone la virulenza e riorganizzandoli in un congegno linguistico che affascina e atterisce, sostenuto da una ricerca visiva che ammalia e turba.

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