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06 febbraio 2012  



  • Letture - Fumetti - Comics
  • Volto nascosto
di Federica Aliano


La nuova miniserie bonelliana, ambientata in suggestive atmosfere di fine Ottocento, tra Roma e l’Etiopia. Eroi mascherati e umili contabili indissolubilmente legati in una storia maestosa

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L’idea vincente delle miniserie continua con risultati sempre migliori in casa Bonelli. Dopo aver sentito fortemente la perdita di Demian, lo chevalier marsigliese, ora ci siamo appassionati a questo nuovo racconto, ambientato a metà nella Roma Umbertina e a metà in Etiopia, durante la guerra degli autoctoni contro le truppe italiane. Impossibile non innamorarsi già dalla prima vignetta, un picchetto d’onore a Massaua, in Eritrea, realizzato con estrema precisione e cura dei particolari, come fin’ora è accaduto per ogni singola vignetta successiva.
I tre protagonisti romani. Sullo sfondo la maschera di Volto NascostoAutore di questo gioiello che ancora fatichiamo a classificare in un genere preciso (in edicola sono usciti soltanto quattro dei quattordici numeri di cui la serie si compone) è Gianfranco Manfredi, il “papà” di Magico Vento, per intenderci. Manfredi è appassionato di quel periodo storico e avrebbe voluto tirar fuori dalle sue ricerche un romanzo; invece per nostra fortuna sono nati gli albi che stringiamo volentieri tra le mani e divoriamo a ogni uscita. Alle matite sono stati chiamati degli specialisti: Massimo Rotundo come consulente della parte romana e autore di tutte le copertine (davvero suggestive e “calde”) ed Ersin Burak, disegnatore turco, come consulente della parte etiope. Completano la “crew” altri disegnatori bonelliani che sono perfettamente all’altezza della situazione.
Ma cosa rende Volto Nascosto così speciale? Innanzitutto il mistero che avvolge i personaggi, a partire dall’eroe rivoluzionario la cui identià è celata da una maschera scintillante ai tre personaggi romani che hanno a che fare con lui in diversi modi fino ad arrivare a Ugo pastore, un giovane con il cuore d’oro e le maniere perfette. Ugo ha solidi principi morali ed è facilissimo simpatizzare per lui; il suo amico Vittorio è l’eroe italiano ottocentesco per antonomasia, quello che una volta si definiva “un vero uomo”. Infine c’è la bellissima Matilde, amabile e letale, pericolosa per se stessa e per gli altri, soggetta a sbalzi d’umore e a crisi depressive come ogni eroina da salotto ottocentesco che si rispetti.
La ricostruzione storico-politica è impeccabile e fa nascere un vivido interesse per la storia del periodo, qualcosa di mai visto prima per le colonie italiane in Africa. Ma ciò che davvero colpisce sono le tavole raffiguranti una Roma che non c’è più, quella dei vicoli pavimentati con i sampietrini e i palazzetti borghesi decorati con fregi e cornicioni, quella in cui si passeggiava in mezzo alle rovine e si trascorrevano ore nei caffè della gente per bene. Una romana perdutamente innamorata della sua città come chi scrive non può che apprezzare delle immagini così fedeli della “Roma sparita”, disegni con tale minuzia di particolari da sembrare fotografie dell’epoca, così vividi e pieni che l’assenza di colore non ha importanza.Una tavola raffigurante la Roma Umbertina: Ugo Pastore guarda le finestre della casa di Matilde
L’eroe, l’atto stesso di eroismo, il senso di giustizia, gli ideali della nobiltà… tutto è relativo in Volto Nascosto. Tutto può succedere sotto lo sguardo innocente, ma privo di giudizio o imperativi di Ugo. E anche sotto il nostro, visto che al fumetto di guerra si alterna il quadretto cittadino, poi si intrecciano il noir, torbide storie di un’infanzia violata, visioni orrorifiche provocate da malattie nervose, storie d’amore e d’amicizia controverse…
Noi lettori siamo ammessi ovunque, è così che entriamo nei luoghi più insoliti: al cospetto della regina d’Etiopia come nell’edificio di mattazione romano, nelle tende dei soldati come in un manicomio femminile dell’epoca, dove le donne venivano bastonate per riportarle alla ragione, tra le fila di Volto Nascosto come nello studio contabile cittadino dove lavora Ugo. È questo il nostro privilegio, ma non illudetevi di possedere in questo modo tutti i tasselli per ricomporre il puzzle. Manfredi promette tante sorprese e noi siamo davvero lontani dal solo poter azzardare la vera identità del nostro nuovo eroe mascherato.

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