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  • Cloverfield
di Alessandro De Simone


J.J. Abrams ci ha fregati tutti di nuovo. L’isola questa volta si chiama Manhattan e i protagonisti si perdono nei meandri del cinema e della visione. Grande cinema, grande marketing

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J.J. Abrams è un genio della comunicazione. Non che si sia inventato niente di rivoluzionario, ma l’attesa che è riuscito a creare nell’ultimo anno attorno a questo misterioso progetto è stata davvero un capolavoro di marketing, tra fake video di incidenti misteriosi, notizie inventate, informazioni più o meno attendibili, per una campagna oltretutto gestita nella sua totalità sul web.
Dopo una così lunga attesa, comunque, Cloverfield è arrivato e Alphabet City ha avuto l’opportunità di vederlo in contemporanea all’uscita americana.
Siamo quindi piuttosto felici di annunciarvi che non siamo rimasti affatto delusi da questo nuovo prodotto del creatore di Lost, perché ci ha dato l’opportunità di poter rivivere le emozioni di tanto cinema fantastico del passato.
Ma dato che di Cloverfield si parla tanto, ma si sa veramente poco, sveliamo qualcosa di più della trama.
New York, in un elegante appartamento di Manhattan è in pieno svolgimento una festa di giovani rampanti, un party organizzato dal padrone di casa Rob, in procinto di partire per il Giappone. Hud, uno degli invitati, riprende tutto con una telecamera, ma quella che sembrava essere una bella serata tra amici, condita da segreti e dissapori appena accennati, si trasformerà in un incubo. La città viene improvvisamente attaccata da un’entità misteriosa: palazzi distrutti, esplosioni, il party si scioglie, tutti si riversano in strada, dove trovano la testa di Miss Liberty, staccata dal corpo e volata via a miglia di distanza.
Inizia immediatamente l'evacuazione, ma i ponti vengono distrutti da ulteriori attacchi. Rob viene raggiunto al cellulare da una chiamata della ragazza che ama, intrappolata dalle macerie nel suo appartamento, e decide di non poter lasciare la città senza almeno provare a salvarla. Qui inizia la sua odissea attraverso New York City, in compagnia di Marlena, Lily e Hud. Insieme scopriranno quale minaccia sta devastando la Grande Mela…
Cloverfield è un’operazione che può apparentemente ricordare The Blair Witch Project, dato che il film che vediamo è quanto girato da Hud con la sua videocamera, ma questa soluzione, così come tanti altri riferimenti che troviamo durante il film, fanno parte del grande gioco orchestrato da Abrahams e co. Videogioco, prima di tutto, perché Cloverfield è un film che si struttura in livelli, con mostri da abbattere e difficoltà da superare per accedere al quadro successivo. Ma anche gioco cinefilo, visti i riferimenti continui ai classici del cinema di fantascienza (Alien, Godzilla, 1997: fuga da New York, E.T., Il pianeta delle scimmie) e ai disaster movie (L’avventura del Poseidon, L’inferno di cristallo) che diventano nel corso del film una specie di caccia al tesoro.
Ma operazione ludica a parte, Cloverfield è anche e soprattutto una straordinaria operazione di marketing cinematografico, dal product placement, in un paio di casi davvero creativo, alla struttura narrativa fatta apposta per fare di questo film il primo episodio di un franchise di successo, o il pilot di una futura serie tv, o magari di una serie web i cui episodi verranno distribuiti attraverso operazioni mirate di viral marketing.
Insomma, complimenti a J.J. Abrams e al suo team, tutto proveniente dal meraviglioso mondo delle serie televisive, dal regista Matt Reeves, creatore di Felicity, ma anche sceneggiatore di The Yards, bel noir moderno di James Gray, allo sceneggiatore Drew Goddard, autore di episodi per Buffy, Angel, Alias e Lost. Una ulteriore dimostrazione del fatto, già assodato, che la vera creatività dell'industria dell'audiovisiva americana è ormai appannaggio dei network che hanno quindi in mano una moneta di scambio importante per ridefinire i rapporti di potere con le major.
Cloverfield, costato oltretutto appena trenta milioni di dollari, promozione compresa, è un’opera che ci introduce al futuro del cinema, quello che unirà le più disparate forme di intrattenimento e in cui le star saranno solo costosi accessori. Non a caso il cast è composto da attori giovanissimi e praticamente sconosciuti, anch'essi tutti provenienti dalla palestra delle serie.
Una stella di prima grandezza c’è, ma è schiva e si fa desiderare, mostrandosi poco per la maggior parte del film, nonostante sia la causa di tanta devastazione. Se avete letto bene quest’articolo avete capito di cosa si tratta, ma noi preferiamo non togliervi la sorpresa…

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