L'agente Alfa raggiunge un traguardo importante in casa Bonelli, ma la sua grande avventura continua a guardare al futuro

Sono passati sedici anni e otto mesi. Era maggio, l’anno il 1991, ero in spiaggia a godermi i primi soli caldissimi della primavera romana e avevo tra le mani un nuovo prodotto Bonelli, un personaggio hard boiled di fantascienza, classicamente allitterato nel nome e cognome, come Martyn Mystere, Dylan Dog o Peter Parker.
Nathan Never, così si chiamava e ancora si chiama l’agente speciale Alfa, titolo del mitico numero uno disegnato da Claudio Castellini, a cui il futuro riservava una bella carriera in casa Marvel, rendendosi artefice della rinascita del Surfer.
Nato dalla fantasia della banda dei Sardi, Michele Medda, Bepi Vigna e Antonio Serra, Nathan Never fu una piccola rivoluzione nel fumetto italiano, perché andava a riempire una lacuna importante, diventando di fatto la prima serie regolare di fantascienza comodamente reperibile in edicola. Chiaramente ispirato a Rick Deckard, il personaggio protagonista di Blade Runner, a cui la serie deve gran parte delle atmosfere e delle ambientazioni, Nathan Never è un antieroe pieno di macchie e di paure, roso da tarli esistenziali e con spiccate tendenze suicide. Tutte queste pulsioni nascono dal rimorso derivante dalla morte della moglie, fatta a pezzi da un criminale maniaco, e dalla susseguente malattia della figlia, rimasta in stato catatonico dopo aver assistito alla morte della madre.
Nathan è la punta di diamante dell’Agenzia Alfa, un manipolo di superagenti privati capaci di portare ordine nella Città Est e in tutti quegli altri luoghi in cui giunge la loro giurisdizione. Al suo fianco Legs Weaver, splendida donna con una passione particolare per le armi pesanti, Sigmund Baginov, geniale tecnico e hacker impareggiabile, e in seguito le sorelle April e May Frayn, ex ladre d’opere d’arte assunte dall’agenzia, Branko, l’ultimo dei mutati e tanti altri personaggi che hanno avuto e avranno sempre un ruolo importante nell’universo di Nathan Never.
Duecento numeri e questo numero 200 (scriviamolo coi numeri che è più bello), ovviamente a colori, come da tradizione Bonelli, è uno snodo importante per la vita di Nathan.
"L'ultimo anello" racconta di due misteriosi oggetti esoterici che entrano a far parte della vita dell'agente Never sin da ragazzo, la sera della sua prima volta, e lo accompagneranno ben oltre la fine della sua esistenza terrena. Una storia che parla quindi del passato felice del nostro eroe, del suo tormentato presente e di un futuro lontanissimo.
Ricca di riferimenti cinematografici (chiarissimo ovviamente quello ad A.I. di Steven Spielberg) questa bella storia scritta da Vigna e disegnata da Bonazzi è un vero e proprio punto di partenza per quello che sarà l'universo dell'agente Alfa nei prossimi mesi. I contrasti con Darver nella gestione dell'Agenzia diventano sempre più violenti e lasciano presagire decisioni drastiche per il futuro. Ma oltre ciò, viene introdotto un nuovo cattivo, il miliardario senza scrupoli Eric Bades, un personaggio che sicuramente incontreremo nuovamente molto presto e che si aggiunge alla gigantesca galleria di Nathan Never.
Sarebbe impossibile raccontare qui una cronologia delle avventure dell’Agenzia Alfa, dalle indagini su Aristotele Skotos, santone di una Scientology del futuro, alla guerra con le stazioni orbitanti, fino a Mister Alfa, la morte di Reiser e l’arrivo all’agenzia di Solomon Darver. Per non parlare delle saghe di Nemo e Ann Never (la figlia di Nathan, ispirata alla protagonista del numero 3 di Dylan Dog), delle storie dedicate ai suoi compagni d’avventura sulle pagine della collana Agenzia Alfa, allo spin off Legs Weaver e alla nuovissima serie Universo Alfa, in cui andiamo a vedere come se la cavano le varie filiali dell’agenzia, diventata ormai una multinazionale della sicurezza sotto la guida di Darver.
In totale, il futuro di Nathan Never è composto ad oggi di circa cinquecento avventure e quelle da non ricordare si contano davvero sulle dita di una mano, una qualità altissima dettata anche dalle scelte coraggiose che questa serie ha sempre fatto e delle quali non si è mai pentita. Nathan è sì un uomo tormentato che ha trovato la moglie massacrata nel loro letto nuziale, ma lui non la poteva difendere perché impegnato con la sua amante; Legs e May vivono una storia dichiaratamente lesbica e tutto quello che accade attorno all’Agenzia è terribilmente vero e tangibile, a partire dalla pulsioni primarie dei personaggi. Un’escalation di emozioni che raggiunge dei picchi straordinari, dalle mille lacrime versate per la morte di Luke Sanders e delle sorelle Ross durante la guerra con le stazioni spaziali (nel numero 161 della serie “La caduta di Urania”, un momento immenso del fumetto italiano per intensità emotiva), fino alla incredibile vignetta che mostra, nel numero 199, un eroe Bonelli sparare in testa a sangue freddo solo per assaporare il gusto de “La vendetta”.
Insomma, Nathan Never è un personaggio che vive sulle pagine senza mediazioni, che si evolve e soffre, proprio per questa ragione lo si può considerare il fumetto più maturo che si possa trovare in edicola da molto tempo a questa parte, anche per i temi che ha trattato in questi anni, da quelli ambientali, da sempre molto cari alla casa editrice di Via Buonarroti, a quelli sociali ed economici. Non a caso, la trasformazione dell’Agenzia in una corporazione sempre alla ricerca del profitto e legata a doppio filo con le più alte cariche politiche, coincide anche con un progressivo allontanamento di Never nei confronti del suo lavoro.
Nei prossimi due anni sono già previste due nuove saghe che ci accompagneranno per molti numeri della serie regolare, ma grande importanza assumeranno anche quelle parallele che sempre più spesso si intrecceranno con gli avvenimenti centrali della vita professionale e privata di Nathan.
A cui auguriamo una lunghissima vita. Editoriale, naturalmente, perché sappiamo bene che se il futuro a un nome, il suo nome è Nathan Never.
Commenti (3)
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xa61dad ha scritto: 2010-07-29 19:50:14
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xa61dad ha scritto: 2010-07-29 19:50:18
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pypit ha scritto: 2010-07-29 19:50:23
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kapitopiry
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