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  • Starsky & Hutch
di Alessandro De Simone


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So che molti diranno che sono proprio un vecchio, ma io ricordo come se fosse ieri quando Starsky & Hutch andò per la prima volta in onda in Italia. O meglio, posso fare confusione sull'anno, ma non sul giorno e l'ora: ogni giovedì alle 20:40, in quell'epoca felice in cui il Piccolo Duce ancora non era nessuno. Non c'erano quindi Papi e Striscia, Veline e Letterine, Emilio Fede era un triste anchorman del TG1 con il vizio del gioco e la televisione in Italia aveva un senso.
Quando la coppia di carabinieri americani, come li chiamò in seguito Enrico Montesano ne I due carabinieri di Carlo Verdone, iniziò a fare breccia nel grande pubblico, anche le prime Adidas Tobacco presero timidamente piede (è il caso di dirlo). La giacca di pelle, il cardigan di lana grossa, tutti gli accessori di Dave e Ken entrarono a far parte dell'immaginario collettivo, un vero e proprio fenomeno di merchandising involontario, padre di tutto quello che il marketing cinematografico e televisivo avrebbe creato negli anni successivi.
Era impensabile che Hollywood non traesse ispirazione da questo telefilm che nel lungo periodo ha dato prova di non aver perso smalto, segno che il prodotto era di ottima qualità, e vedere una coppia affiatata come Ben Stiller e Owen Wilson che modernizza il format, prendendosi intelligentemente in giro per avere osato sfidare un mito degli anni Settanta, ci fa in fondo assai piacere. Sarebbe stato inutile dare un'impostazione drammatica alla vicenda, correndo il rischio di fare solo un costoso pilot per il grande schermo. Meglio semmai rilanciarli come fenomeno socioculturale, con i loro accessori e la coolness dei predestinati.
Starsky & Hutch è alla fine una piacevolissima sorpresa, soprattutto perché rischiava di entrare di diritto nell'Olimpo delle tavanate galattiche, tanto per citare un'altra icona televisiva del nostro Belpaese. Stiller e Wilson sono perfettamente a loro agio e hanno dei tempi comici favolosi, Snoop non fa rimpiangere il leggendario Antonio Fargas e Vince Vaughn è un villain davvero perfetto, confermandosi come uno degli attori di maggior talento nel panorama americano degli ultimi anni.
Un film divertente e divertito, allietato ulteriormente dalle belle presenze di Amy Smart e Carmen Electra, impegnate in uno dei numeri favoriti dal regista Todd Phillips (chi ha visto Road Trip sa cosa intendo), nonché dal ritorno di Juliette Lewis e da un uncredited cameo di Will Ferrell, clone gay con la retina di Hannibal Lecter. Immenso.


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