Sogni e delitti è l’ennesima variazione su un tema caro al regista da sempre e presente anche in sue opere insospettabili…

Basta il titolo del primo film:
Prendi i soldi e scappa. Quale prova migliore del fatto che Woody Allen sia in realtà sempre stato ossessionato dal delitto e dal castigo. Ci sarebbe da chiedersi cosa gli successe esattamente quando lesse per la prima volta Dostojievski, ciò non toglie che considerare la presenza di questi limitatamente al cinema drammatico sarebbe un grosso errore.
Crimini e misfatti,
Match Point e
Sogni e delitti, quest’ultimo appena uscito nelle sale italiane distribuito da Filmauro, sono gli esempi più facilmente catalogabili, ma in realtà anche nella produzione comica di Allen ritroviamo questi temi, sviluppati oltretutto in maniera davvero notevole nella maggior parte dei casi.
Alla base di tutto c’è proprio Virgin Starkwell, l’incallito criminale di Prendi i soldi e scappa, un uomo alla ricerca della felicità e disposto a tutto per non perdere quello che con tanta fatica, da uomo mediocre quale è, è riuscito faticosamente a costruire.
La stessa cosa accade a Boris Grushenko, colpevole di amare la donna innamorata di suo fratello e che per conquistarla e farle capire quanto forte sia il suo sentimento arriva addirittura a cercare di uccidere Napoleone. E a pagare con la vita per questo.
Amore e guerra, questo il film in questione, è senza dubbio l’opera più significativa del primo Allen, quello smaccatamente comico, e che andrebbe accomunata a
Stardust Memories, l’ 8 ½ del regista di New York (che oltretutto in
Manhattan veniva punito perdendo la bellissima Mariel Hemingway per averla tradita con Diane Keaton) che si trova al centro del suo periodo più felice, artisticamente parlando, e che coincide con la sua relazione con Mia Farrow.
Da
Commedia sexy di una notte di mezza estate a
Zelig, da
Broadway Danny Rose ad
Alice, i protagonisti dei film di Woody Allen hanno sempre qualcosa per la quale provano un profondo rimorso. Alcune volte il conto arriva puntuale, altre sembra tardare all’infinito.
Alice Tate, per esempio, non ha problemi a tradire il noioso marito per scoprire che la sua vera colpa è quella di stare sprecando la sua vita. I coniugi Roth di
Mariti e mogli non fanno altro che dirsi continuamente bugie e alla fine sarà Judy a perdere tutto quello che ha per il suo desiderio di rivalsa nei confronti del marito.
Per non parlare di Harry Block, che in
Harry a pezzi si decostruisce in tanti diversi personaggi dei suoi romanzi per capire che il blocco dello scrittore che lo attanaglia è causato dal tanto male fatto alle persone che gli sono state vicine negli anni.
Potremmo continuare, analizzando l’opera di Allen film per film, ma è senz’altro vero che in quest’ultima fase della sua carriera l’analisi della colpa e della sua espiazione, viene trattata dal regista in maniera assai più aperta. Merito forse dell’aria londinese, ma da Match Point a
Scoop, fino a Sogni e delitti, sembra davvero che il vecchio Woody abbia deciso di aprire il vaso di Pandora e di conoscere nell’intimo le naturali empiezze dell’essere umano.
I fratelli Ian e Terry, interpretati magistralmente da un’inedita coppia Ewan McGregor – Colin Farrrell che non ci dispiacerebbe rivedere presto di nuovo insieme, magari in una commedia, sono le due facce della medaglia cinematografica di Allen. Ian, con ricche aspirazioni per le quali è disposto anche a uccidere, è come Virgin Starkwell e in fondo anche lui si macchia di un delitto per conquistare una donna, un comportamente degno di un Grushenko.
Terry, invece, onesto ma povero, compie un gesto disperato per necessità, ma non riesce a togliersi di dosso questo peso enorme che finirà per schiacciarlo, dando oltretutto una connotazione sociale e politica importante al film come non gli succedeva praticamente dai tempi di
Bananas.
Sogni e delitti non è uno dei migliori film di Woody Allen, ma è un ulteriore tassello che ci permette di capire l’uomo e l’artista, al di là delle molte interviste e conversazioni in cui abbiamo sempre l’impressione che ci stia prendendo riccamente per i fondelli.
Un delitto che sembra continuare a divertirlo e per il quale non mette in conto alcun castigo.
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