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17 maggio 2012  



  • Letture - Fumetti - Graphic Novel
  • Neuro Habitat - Cronache dell'isolazionismo
di Andrea Grieco


Coniglio Editore pubblica un altro gioiello del fumettista spagnolo. Come sempre, da non perdere

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La meritata fortuna arrisa in Italia a Miguel Angel Martin sta materializzandosi con l’uscita continua dei suoi lavori, ultimo dei quali è finalmente Neuro Habitat - Cronache dell’isolazionismo, un volume pubblicato dalla Coniglio Editore nella curata ed elegante collana Paracult, che del fumettista e illustratore spagnolo annovera anche il famigerato Brian the Brain in un albo che ne contiene le storie complete.
La cover del volumeCome per quest’ultimo capolavoro, le vicende di Neuro Habitat si svolgono in una realtà para-futuristica in cui la tecnologia, la scienza e i mezzi mediatici obnubilano le coscienze e fagocitano lo spazio d’azione degli individui. Ma tra Brian e il protagonista di questa nuova miniserie c'è un rapporto speculare che rende quest’ultima, se possibile, ancor più nichilista e disperata: frutto di loschi esperimenti condotti presso l’inquietante centro di ricerche Biolab che lo destinano reietto e disadattato, il prodigioso bambino dal cervello scoperto non perde il suo candore disarmante, mentre in Neuro Habitat si assiste alla fase terminale di ogni pulsione emozionale.
Ambientato negli alienanti spazi in un residence iper-accessoriato che sembra filiato dal turbolento romanzo Condominium di James G. Ballard e in cui si respira l’atmosfera torbida dell’“arca di Noè”, il centro ultramoderno presente nella pellicola d’esordio di David Cronenberg, Il demone sotto la pelle, Martin inscena la necrosi irreversibile della post-modernità attraverso un articolato e raffinato apparato estetico con il quale mina, paradossalmente, le prerogative di qualsivoglia linguaggio. Storia in nove fulminanti capitoli, sintomaticamente numerati con il sistema binario, al limite del no-words, dove il processo di reificazione del protagonista, che vive della sola compagnia di un rettile e di sporadici incontri con prostitute domiciliari, si esplica grazie alla forza espressiva di un disegno essenziale e implacabile. Una claustrofobica, asfittica parabola disfunzionale articolata tra le anguste pareti di un appartamento nel quale eccheggiano, unica concessione ironica e beffarda che Miguel concede e trasfonde alle angosciose tavole, le note marziane del manieristico progressive rock dei Magma, il gruppo di Christian Vander le cui liriche sono in kobaiano, idioma completamente inventato, lanciate a tutto volume a fare da soundtrack a storie di aberrazioni morali, sibillini condizionamenti culturali, messaggi subliminali e mutazioni corporee.

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