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  • Polaroid – la storia di un mito
di Daniele Federico


Polaroid ha annunciato che nel 2009 smetterà di produrre le famose pellicole istantanee. Noi di Alphabet City ve lo raccontiamo col magone

Un modello storico accanto all'ultimo prodotto del celebre marchio

La Polaroid è finita. O quel che ne rimaneva.
Dietro questo semplice annuncio c’è la vicenda di un’azienda che si è fatta conoscere in tutto il mondo e di cui per molto tempo rimarrà la memoria.
Andiamo con ordine. Nel 1937 Edwin H. Land fondava la compagnia iniziando a produrre lenti polarizzate, soltanto dopo la Polaroid divenne famosa con l'invenzione delle pellicole a sviluppo istantaneo. Negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, Polaroid era una delle aziende più forti del Massachusetts e arrivò a diffondere il suo nome in tutto il mondo.
Celebre è rimasta la vittoria legale, in anni successivi, contro il colosso Kodak, che aveva iniziato a produrre macchine con la stessa tecnologia di sviluppo istantaneo. Ma dopo questa mitica sentenza e anni di ricordi immortalati dai numerosi modelli venduti nel globo, l'azienda iniziò a collezionare una serie di errori strategici: brevettò un altro sistema instantaneo, questa volta rivolto al video, il Polavision (che sa tanto di un congegno da cartone animato). Purtroppo il mercato fu invaso dal nastro magnetico (altro titano dell'elettronica in via d'estinzione).
Una delle prime digitali risalenti al 1996: la Polaroid PDC-2000Questa disavventura fu un duro colpo al quale ne seguì un altro: nel 1996 con il modello PDC-2000 fu una delle prime a produrre fotocamere digitali, ma a dispetto delle aspettative e nonostante fosse un mercato che poi avrebbe dimostrato tutte le sue potenzialità, finì in un flop commerciale costato troppo caro in termini d'investimenti.
Il 2001 segna la vera data della fine di Polaroid Corporation. La compagnia dichiara bancarotta e viene venduta a One Equity Partners, società di investimenti in private equity, che aveva acquistato anche il nome Polaroid Holding Company (PHC). Quest'ultima decise che avrebbe smesso di produrre le mitiche fotocamere a sviluppo istantaneo nel 2007 e pochi giorni fa ha annunciato anche la fine della carta fotografica necessaria ai modelli ormai obsoleti. I vecchi proprietari hanno tristemente cambiato il nome in Primary PDC, si sono ritrovati con il 35% della "nuova Polaroid”, sotto il Capitolo 11 delle norme per bancarotta e senza la possibilità di condurre alcun business, né di avere dipendenti.

Attualmente il brand sinonimo di stampe istantanee, con i suoi nuovi proprietari, ha deciso di reinventare il marchio direzionando la produzione verso gli schermi ultrapiatti e le fotocamere digitali, così da "continuare ad avere una forte presenza in Massachusetts per i prossimi 30 o 40 anni", ha dichiarato il Direttore operativo Tom Beaudoin. Intanto le fabbriche in Massachusetts, Messico e Olanda hanno tagliato 450 posti di lavoro [fonte: The Boston Globe].

La storia arriva alla recente allenza con Zink per la produzione della "polaroid digitale", ovvero il Digital Instant Mobile Printer. Per il momento riesce a produrre stampe delle dimensioni di una carta da visita, ma il seguente video già mette l'acquolina in bocca:



"Ho fatto alcune ricerche. Zink è molto più vicina a Polaroid del contrario. Il gruppo Zink è il primo dipartimento di Polaroid per il digital imaging e la ricerca media e ingegneristica. Adesso Polaroid è soltanto un nome finalizzato al marketing e appartiene alla stessa compagnia che possiede Fingerhut e ubid.com"
[asnooper/dal forum Engadget]

I siti e i vari gruppi di affiliazione sono tantissimi, sempre a dimostrazione del patrimonio emozionale che il brand si porta dietro. Uno a tema è Polaroid-o-nizer e il nome parla chiaro. Invece, per quanto riguarda i nostalgici (di cui avevamo già parlato nel precedente articolo "Square America") aggiungiamo Polanoid nato per "riportare il divertimento istantaneo".

Per ora chiudiamo, continueremo alla prossima con la questione solita del "si stava meglio quando si stava peggio?".

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