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06 febbraio 2012  



  • Letture - Fumetti - Graphic Novel
  • Ghost World
di Andrea Grieco


Vera letteratura per disegni, l'opera di punta di Daniel Clowds destabilizza l'immaginario comune delle adolescenti di provincia

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Daniel Clows rappresenta oggi una delle più destabilizzanti e peculiari derivazioni dell’universo dei comics propriamente detti, ossia del movimento fumettistico underground che fiorì a ridosso degli anni Sessanta negli Stati Uniti. Un tellurico coacervo di fenomeni socio-culturali che si concretizzò anche in sulfuree e dissacranti strisce contenute in un pugno di giornaletti licenziosi e scomodi come il famigerato Zap comix, le cui pagine erano infettate da nomi quali Robert Crumb, Clay Wilson, Griffin, Moscoso. Da allora l’arte sequenziale non sarebbe stata più la stessa, e dagli umori deflagranti di quell’attitudine lisergica e poppeggiante Clows erediterà la sensibilità urticante che trasfonderà, con un’alchimia portentosa, a un tratto stilisticamente old fashion.
Una vignetta tratta dalla graphic novelMa ciò che ancor più desta stupore e meraviglia nelle tavole di Daniel Clows è che le storie narrate sono incentrate intorno alle vicissitudini, memorie, biografie e analisi di caratteri insieme nevrotici e vulnerabili, spietati e sensibili, con un ritmo ipnagogico che all’occorrenza è capace, in poche vignette, di spiazzanti accensioni emotive e sterzate parossistiche. Ed è così sin dalle prime, brevi storie della serie Lloyd Llewellyn pubblicata per la statunitense Fantagraphic book, per la quale, in seguito, appariranno i due suoi capolavori, Like a velvet glove cast in iron (ancora sfortunatamente inedito in italia) e, appunto, Ghost World.
Una graphic novel che a sfogliarla si ha l’impressione di udire lo strofinio nervoso dei coleotteri che si celano tra gli steli d’erba del giardino delle prime inquadrature di Velluto blu; e sí che le due protagoniste, Enid e Rebecca, abitano di fatto in una misterica lynchtown, sineddoche delle province americane tutte. Due adolescenti le cui esperienze, ansie e aspettative vengono narrate con una verosimiglianza imbarazzante, con piglio entomologico e tratto iperrealista dal disegnatore, che di questo suo lavoro ha realizzato anche la sceneggiatura per l’omonimo film di Terry Zwigoff con Thora Birch e Scarlett Johansson nei ruoli delle inquiete ragazze.
Un vero e proprio bildungsroman che ci lascia seguire le vicissitudini e sondare gli interrogativi delle due amiche che si muovono in una cittadina labirintica ed esoterica in cui si affastellano, in un ultimo, spasmodico sussulto, gli orpelli di epoche e mode andate. Vera e propria letteratura per disegni, con ammiccamenti metalinguistici e autoreferenziali, che scandaglia l’universo femminile in maniera aspra e toccante.

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