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08 febbraio 2012  



  • Letture - Fumetti - Graphic Novel
  • Corpus Homini: atlante di medicina immaginaria
di Andrea Grieco


Un espressionismo grafico inquietante e suggestivo in un'opera in bilico tra il catalogo d’arte e il libello oltraggioso

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La fascinazione che sortisce l’uomo di fronte all’intrico di fasci muscolari, ai pertugi cavernosi e ai labirintici sistemi vascolari che costituiscono il proprio corpo è palese dal magnetismo che si sprigiona dalle tavole anatomiche rinascimentali, dai disegni leonardiani. La cover del bel volume edito da GRRR ZeticMa a quest’empatia primitiva si affianca in Occidente altrattanto sgomento, un atavico terrore per l’ignoto celato in un sistema tanto complesso, insidioso, inafferabile nella sua polivalenza segnica. Si è così sopravvenuti, con la filosofia, la medicina e la psicologia, ad una scissione insanabile: da una parte il soma, fattosi semplice involucro di carne, perimetro immanente, e dall’altra l’impalpabile, quanto insensata sfera metafisica. Una disgiunzione riduttiva che solo l’espressione artistica ha saputo ignorare, restituendo al corpo la sua originaria irradiazione simbolica.
I disegni di Cristiano Baricelli, con le campiture d’inchiostro commistionate alle tecniche più estrose, insuffla vita nelle disjecta membra, riprospetta concetti biologici e organici, delinea nuovi orizzonti immaginifici e linguistici. Collage, pigmenti, fluidi e sostanze creano testure dalle quali affiorano figure dalle sembianze umane che s’inabissano in un espressionismo grafico inquietante e suggestivo. I gesti clinici di Baricelli e il tratto sferico che si trasmuta in etologia dell’occhio trovano un sinergico corrispettivo nei cut-up irrequieti di Paolo Tedeschi. Testi intradermici e malsani che innestano trattati medici con altri di scienza botanica e meccanica, con i quali si diagnosticano repellenti malattie, dolorose disfunzioni, improbabili eziologie. La parola e l’immagine s’ingravidano senza soluzione di continuità e gli umori della scrittura di Todeschi si proiettano nello sguardo già traumatizzato dagli organismi visivi di Baricelli, enfatizzando la reciproca ambivalenza e instabilità.
Corpus homini, atlante di medicina immaginaria è un ibrido espressivo limaccioso e oscuro, al quale la coraggiosa Grrrzetic ha conferito una veste compatta e accattivante, in bilico tra il catalogo d’arte e il libello oltraggioso. Un’opera peculiare che travalica i rigidi steccati della pagina narrativa, confermando la volontà della casa editrice di proporre autori dallo stile ricercato, indirizzandosi in pubblicazioni che presentino altrettanta originalità nella grafica e nel formato, lasciando meravigliati per le alchemiche soluzioni che arricchiscono il genoma dell’arte sequenziale.
Un disegno di Cristiano Baricelli

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