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06 febbraio 2012  



  • Letture - Fumetti - Interviste
  • Super amici kamikaze - Intervista a Ratigher e Maicol&Mirco
di Andrea Grieco


Alphabet City ha incontrato tre dei Super amici. Dissacranti e inarrestabili, ci hanno coinvolto in una conversazione provocatoria e irresistibile

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In Italia è toccata sempre una strana sorte all’arte sequenziale. Per lungo tempo considerata alla stregua di un mero divertissement infantile, o al più adolescenziale, da smettere però assolutamente nel momento in cui si fosse raggiunta la soglia della rispettabilità adulta, pena l’essere marchiati dalle stimmate dell’immaturità e dell’inettitudine. Poi è sembrato che negli ultimi anni si fosse iniziato a conferire al medium una sorta di liceità linguistica e financo artistica, salvo poi accorgersi che, escluse alcune meritevolissime manifestazioni e iniziative editoriali, l’essere approdato nelle librerie non fosse garanzia di adeguata considerazione, ma la conseguenza di una mera operazione commerciale. Qualcuno deve forse aver pensato che, tenuto conto dell’enorme diffusione di cui giova altrove il fumetto, valesse la pena prolungare l’età in cui leggere tavole ricche di balloon. Salvo però dimenticare, ad esempio, che il gradimento arriso al fumetto in Francia è frutto di una piena consapevolezza delle sue specifiche potenzialità, rivelatesi e dispiegatesi grazie ad una fruizione scevra da preconcetti.
Il pressappochismo con cui la nostrana critica, più o meno blasonata o competente, confonde forme e provenienza di fenomeni e stili è scoraggiante; comics, graphic novels e manga si trovano ad essere confusi in un unico, indistinto organismo. Non parliamo del completo disinteresse, per non dire la totale ignoranza, nei confronti dell’area turbinosa, irrequieta e urticante della produzione sotterranea, dove sovente regna uno spirito irriverente che ricalca attitudini dell’avanguardia storica. Un territorio in cui si reclama la piena libertà creativa, dove si manifestano strani ibridi, impulsive virate contromano, straordinarie e pericolose invasioni di campo. Qui si ha uno sprezzo congenito per i compromessi svilenti, non si patteggiano tregue coi nemici giurati, non si elemosina con laidi brand. Personalità che si uniscono e dibattono per difendere la propria indipendenza e rispondere a suon di pubblicazioni inventive all’omologazione editoriale.
Di questo universo fanno parte i Super amici, congrega propensa alla malefatta, i cui appartenenti hanno originato, individualmente o collettivamente, volumi di innovativa concezione. Ratigher e gli indivisibili Maicol&Mirco sono tra gli esponenti più rappresentativi di quanto cova in questa landa selvaggia e con loro si ha la possibilità di vagliarne l’umore sostanziale.

Un disegno di Ratigher Un disegno di Maicol&Mirco





Molteplici pubblicazioni si sono susseguite in Italia sventolando bandiera d'indipendenza; come mai questa necessità e come mai queste realtà spesso hanno un esito disastroso?
Ratigher: L’esito disastroso è dovuto principalmente alla mancanza di vero amore per il fumetto. Fare una fanzine e autoprodursi sono spesso visti come modi per trovare uno spazio, un posto al sole nella società. Tale e quale a MySpace: rendo palesi i miei interessi, faccio qualcosa, disegno un fumetto, lo metto in mostra (magari in un ambiente già ricettivo a quel che propongo) e non sono più un pincopalla qualsiasi. Ecco, questo è un male! Almeno fino a un certo punto, perché poi è necessario compiere un'ulteriore evoluzione e superare questo "esordio". E qui torniamo all'amore per il medium. Dopo aver saziato quel po’ di ego che si ritrova, al fanzinaro medio dovrebbe scattare la fase di "sudditanza" alla missione. Bisogna studiare! Così si scopriranno tante cose che ti metteranno al riparo dagli errori e ti renderanno la vita ricca. Ricca dell'ego di altri, ma almeno capisci meglio gli umani e sei capace di scrivere e disegnare una storia che vada oltre il fumare le canne. Oppure scrivere una storia di super droga che possa interessare anche a un anziano astemio.

Da parte vostra questo lavorio si constata dalla meticolosità con cui confezionate i progetti che partorite. Come effettuate le scelte tipografiche e di formato e quali sono le difficoltà che maggiormente incontrate?
Maicol&Mirco: La difficoltà che maggiormente incontriamo riguarda la mancanza cronica di denaro. L’attenzione alla cura "estetica" degli albi è dovuta alla gioia che ci procura fare le cose in maniera decente. Cucinare bene e cucinare male costa uguale.
Ratigher: Facciamo i sacrifici. Veramente. Io vorrei tanto un'automobile. Si, la desidero da sempre. Questo magnifico carro dove puoi ascoltare la tua musica preferita a volume molesto. Ma sentiamo che non esiste modo migliore per sperperare la richezza che stampare qualcosa che prima non c'era. E oggi, mediamente, sfornare un volume costa quanto un portatile.

Oltre all'attenzione per le pubblicazioni, sembra che a supportare il vostro lavoro sia un intimo rapporto. Chi e cosa sono con esattezza i Super amici?
Ratigher e Maicol&Mirco: I Super amici è un'organizzazione militare non gerarchica. Un esercito composto di sei generali, conosciutisi nelle Campagne più aspre e nei luoghi più remoti. La nostra portaerei si chiama Hobby Comics. DISEGNA! IL NEMICO TI ASCOLTA!

Quali sono le armi con cui speronare la nave ammiraglia? E le strategie di combattimento di ogni singolo generale?
Ratigher e Maicol&Mirco: Come gruppo adottiamo sicuramente il buon vecchio arrembaggio. Ora andiamo ad elencare i diversi ruoli.
Ratigher: Urlatore motivante, attende nelle retrovie e si espone solo per colpire alle spalle delle donne. Tuono Pettinato: spadaccino provetto, sbudella il nemico mentre ricarica la sua pipa. LRNZ: maestro di cambusa facile all'omicidio di massa. Teorico del saccheggio. Dott.Pira: medico di bordo che, se ben aizzato, sfoga la furia berserk derivante dalla sua discendenza vichinga. Maicol&Mirco: istigatori al suicidio e compositori di stornelli scaldacuore.

Per quanto vi concerne, come avete raggiunto lo stile che vi contraddistingue?
Ratigher: Credo di disegnare come uno che fino a 18 anni voleva illustrare l'uomo ragno e da 19 in poi voleva darsi alla lotta armata. Poi rido, bevo birra, ozio e piango, che alle tipe piacciono i ragazzi che piangono.
Maicol&Mirco: Un continuo ed eterno copia e incolla che rassomiglia al gioco del telefono senza fili. Sussurri all’orecchio la parola “lampadina” e al termine della fila esce fuori “cancro alle palle”.

Recentemente avete preso parte a una collettiva che ha avuto come obiettivo quello di sdoganare il pop in Italia, specie nelle sue nuove modalità: toys, gadget, design. Cosa pensate di quest'ondata, brand o sintomatica risposta espressiva agli stilemi di vita odierna?
Maicol&Mirco: Rappresentano nuovi tipi di armi da imbracciare in questa battaglia senza scrupoli. Ratigher: Forse si riveleranno cinture esplosive, ma quanto sono fighi i kamikaze.

Quali sono i vostri prossimi progetti?
Uno speciale porno, il numero 1 di Hobby Comics da presentare alla prossima edizione del Napoli Comicon. Cartoni animati e murales nella città del “mini-metrò", Perugia.

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