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  • E il regista vi dichiara marito e moglie
di Alessandro De Simone


Cerimonie, abiti, invitati, suoceri e damigelle: quando il cinema si invita al giorno più bello

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Lo sposo può baciare la sposa.
E il testimone la damigella, il consuocero la consuocera, l’invitato per caso della sposa l’ex antipatica dello sposo. Questo e molto di più può accadere in un matrimonio cinematografico, ovvero quelle situazioni che nella realtà si possono solo sperare per cercare di ricordare il lieto giorno (possibilmente di qualcun altro) almeno con la punta di un sorriso.
L’uscita nelle sale cinematografiche italiane di 27 volte in bianco, innocua e gradevole commedia nuziale con la lanciatissima Katherine Heigl e il sempre cornuto James Mardsen, ha fatto venire voglia qui ad Alphabet City di ripercorrere i matrimoni migliori del grande schermo.
Ci è ovviamente impossibile non iniziare da Il padre della sposa, geniale commedia di Vincente Minnelli (come potrebbe essere altrimenti, d’altronde) che vede i coniugi Banks, gli straordinari Spencer Tracy e Joan Bennet, alle prese con il matrimonio della loro giovane virgulta Elizabeth Taylor. Papà Banks vede la sua vita sconvolta, si immagina già in rovina a causa delle pretese da principessa ereditaria della figlia, è attanagliato da incubi che lo vedono inghiottito dalle sabbie mobili della più tremenda macchina distruggi risparmi della storia. Minnelli, grazie anche alla stupenda sceneggiatura di Frances Goodrich e Albert Hackett (sceneggiatori di La vita è meravigliosa e coppia felicemente sposata), riesce a mettere alla berlina le follie della famiglia borghese americana nel periodo post bellico, in cui gli Stati Uniti erano un paese florido, le miserie della Grande Depressione erano state spazzate via da una guerra mondiale che li aveva fatti diventare la più grande potenza industriale del mondo.
Il film avrebbe avuto un seguito, una serie tv e due remake, a riprova che l’obiettivo era stato perfettamente centrato. D’altronde, non potrebbe essere altrimenti in un paese in cui il business dell’altare fa girare all’incirca cinquanta miliardi di dollari l’anno, lune di miele escluse (aggiungete dodici). Niente male, non c’è che dire, quindi i film sul giorno più bello sono in realtà anche degli straordinari spot per chi i matrimoni li fa.
È il caso, ad esempio, delle agenzie di wedding planning, che abbiamo visto all’opera nell’agghiacciante Prima o poi mi sposo, in cui Jennifer Lopez pianificatrice di nozze si trova di fronte a un pericoloso conflitto d’interessi, dato che s’innamora del suo cliente Matthew McConaughey. Pellicola comunque estremamente istruttiva, perché prima in Italia nessuno sapeva neanche che fosse un mestiere far spendere soldi alle coppie da sposare.
Oltretutto, mettere su una bella cerimonia di cattivo gusto non necessita necessariamente di una professionista, basta guardare un gioiellino della comicità interraziale come Il mio grosso grasso matrimonio greco, o meglio ancora Il matrimonio del mio migliore amico, in cui il naturale kitsch australiano di P.J. Hogan si confronta con l’altrettanto innato cattivo gusto americano. E meno male che c’è Rupert Everett che da bravo gay ci fa cantare una Dionne Warwick d’annata.
E a proposito di splendidi omosessuali, impossibile dimenticare lo straordinario John Hannah e il suo discorso all’amato che non c’è più, per il funerale che prelude all’ultimo dei quattro matrimoni più fortunati del cinema anglosassone.
Le contaminazioni sono poi sempre stati dei fortunati corto circuiti per le cerimonie nuziali. Basti pensare a Un matrimonio, straordinario film corale di Robert Altman in cui troviamo Vittorio Gassman e Gigi Proietti insegnare a recitare a un bel po’ di attori di vaglia d’oltreoceano.
Come dire che ai matrimoni si possono fare strani incontri, come capita in 2 single a nozze, dove Vince Vaughn e Owen Wilson sono due impenitenti scapoli e imbucati per filosofia, finché non capitano nel matrimonio sbagliato.
E sui matrimoni sbagliati ha costruito la sua carriera Miles Massey, avvocato divorzista creatore del contratto pre-matrimoniale perfetto e che verrà ingannato dalla forza dell'amore nella graffiante commedia dei Coen Bros Prima ti sposo... poi ti rovino.
Potremmo continuare a lungo, basta cercare su imdb.com per trovare ben 3854 titoli in cui il matrimonio c’entra qualcosa, e ovviamente non parliamo solo di cinema americano. Forse una delle cerimonie più emozionanti di questi ultimi anni è quella che vediamo ne L’arco di Kim Ki-duk, uno sposalizio coreano sull’acqua dove a dichiarare marito e moglie è una freccia tirata in cielo.
Saggezza orientale? No, solo la forza dell'amore.

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