• Eroi, antieroi, supereroi


Anche se la cosa non viene sottolineata, ogni festival viene costruito secondo una precisa linea editoriale che cambia di anno in anno a seconda di quello che succede nel mondo. Il Festival di Cannes 2008 ha scelto di celebrare gli eroi, semplici, anti, super, di tutti i giorni, di un giorno solo, votati per tutta la vita ad esserlo fino alla fine.



È un eroe Roberto Saviano, e scusate se cominciamo da casa nostra, che con il suo straordinario affresco di denuncia nei confronti di uno stato criminale che governa un pezzo importante del nostro Paese, ha rinunciato ad avere una vita normale. Ma questo suo sacrificio sta facendo conoscere in tutto il mondo quest’assurda situazione, rompendo il silenzio che da sempre è l’arma più potente e pericolosa della mafia.
Sono antieroi Mike Tyson e Diego Armando Maradona, due campioni inarrivabili dello sport celebrati sulla Croisette da due grandi registi come James Toback ed Emir Kusturica.
Sono stati eroi e martiri Bobby Sands ed Ernesto Guevara, nati rivoluzionari e così morti, per sempre nei cuori di chi sa che per la libertà non ci sarà mai un prezzo abbastanza alto.
E al fianco di questi uomini reali c’è un eroe il cui ritorno è stato a lungo atteso, il dottor Indiana Jones, non super ma quasi, capace di unire tre generazioni di spettatori con le sue avventure, facendoli sognare spesso anche oltre il buio della sala.
E mentre Iron Man sbanca i botteghini in tutto il mondo, viene naturale chiedersi perché il mondo ha un tale bisogno di eroi. Le risposte, purtroppo, ci arrivano dalle notizie che ogni giorno leggiamo, ascoltiamo, guardiamo in televisione e su internet: viviamo in un mondo malato e ci sentiamo sbandati, non abbiamo una guida reale, non abbiamo punti di riferimento, c’è un impoverimento economico e culturale che ci sta portando sull’orlo del collasso.
Visto il panorama, dobbiamo ringraziare Roberto Saviano per lo straordinario coraggio, Tyson e Maradona per le emozioni che resteranno sempre impresse nella memoria, il Che e Bobby Sands per la lezione che ci hanno lasciato.
E anche Indiana Jones, perché continua a farci sognare, incurante dell’età.