In occasione della mostra allo GNAM, vi offriamo un ricordo appassionato e un'analisi del grande artista, osservatore di una società caotica e indifferente

Davvero necessario l’omaggio che la Galleria Nazionale d’Arte Moderna dedica, fino al 28 settembre, a Mario Schifano, di sicuro un artista imprescindibile per delineare l’evoluzione pittorica così come si è articolata dalla seconda metà del secolo scorso e, soprattutto, esperire la convulsa serie di gesti creativi, ipotesi linguistiche ed esperimenti sensoriali con cui l’autore si è proiettato in avanti, anticipando e prevenendo potenzialità espressive oggi in atto.
L’artista, scomparso nel 1998, è sempre stato caratterizzato da una prolificità sorprendente, frutto di un indefesso bisogno di rioganizzare i riverberi di un mondo che, agli inizi degli anni Sessanta, iniziava la sua vertiginosa trasmutazione; Schifano si fa agente catalizzatore e le sue pennellate impressionano e quindi riflettono il contigente sociale ed estetico dell’epoca.

Gli scintilii di un’Italia frastornata dal “miracolo economico”, desiderosa di spogliarsi delle sue connotazioni agricole e rurali per presentarsi nelle vesti smaglianti dell’industrializzazione e del consumo. Le città vengono intese come enormi spazi pubblicitari e si illuminano e colorano degli innumerevoli loghi dei prodotti commerciali, che verranno a costituirsi come icone e indissolubili presenze del paesaggio urbano e culturale.
Le tele di Mario Schifano, contemporaneamente a quanto espresso ed elaborato in quelle degli esponenti della Pop Art, e spesso per questo a loro accumunate, risentono profondamente della rivoluzione in corso, e trasportano nel codice figurativo gli elementi di un orizzonte di smagliante aridità. I monocromi e i brani di insegne riprodotti in maniera spropositata, come ad esempio il marchio della Esso e quello della Coca-cola, esposti ora nella mostra di Roma, rappresenteranno la rialfabetizzazione, incessante in Schifano, dello sguardo, smanioso di focalizzare il mondo riprospettandone le coordinate e tout court la valenza. Un’attitudine che diverrà sempre più irrefrenabile e che si manifesterà nella violazione ludica e nel superamento estatico di ogni limite imposto dall’ortodossia accademica: non vi saranno dimensioni, forme, bordi o cornici che terranno alla carica emulsionale che il pittore riverserà come un fiume in piena, senza contegno e con spregiudicata libertà espressiva su ogni superficie immaginabile, fragrante dell’odore dei pigmenti a base di nitro che l’artista adorava per la loro brillantezza.
Questo movimento febbrile, questa smaniosa ricerca è ciò che sostanzia l’uso di ogni mezzo utile al filtraggio sensoriale della realtà, e oltre agli inseparabili pennelli Schifano non lesinerà nell’adoperarsi con la pellicola, le macchine fotografiche e le videocamere tecnologicamente sempre più avanzate, così come richiederà la presenza nel suo studio di schermi televisivi perennemente accesi. Strumenti tutti che divennero per l’artista protesi percettive, recettori di una creatura post umana, di una cine-macchina desiderante, di un monstrum mediatico, diretta conseguenza dell’esposizione agli smodati impulsi visivi di una società incapace di considerarsi se non nella
mise en abime della propria (auto)rappresentazione. Questa versatilità multimediale
ante litteram caratterizzerà sino alla fine Mario Schifano, che farà di ogni sua opera al contempo un azzeramento e una scoperta, resettamento e accensione, una verifica incerta, come titola uno dei suoi esperimenti filmici più significativi.

Insieme alla mostra intitolata
Mario Schifano tutto - tenutasi tra il 2001 e il 2002 presso gli spazi espositivi del MACRO, e a cui è connesso l’omonimo video dedicato all’artista, recentemente pubblicato da Feltrinelli - questa offerta dalla GNAM rappresenta uno dei percorsi ideali per farsi coinvolgere dal gorgo emozionale che risucchiò l’intera esistenza dell’autore. Una retrospettiva imperdibile, che tiene conto dei diversi periodi creativi dell’artista e che annovera lavori che manifestano i poliedrici interessi di Schifano, pronto a rielaborare ogni esperienza e suggestione in un turbinio di scintillante significazione: gli eventi di una storia recente che rischia di essere anestetizzata da una cronica indifferenza, le innumerevoli persone incontrare in una vita caotica fatta di eccessi e sregolatezze, gli amori, le donne, il figlio, i ricordi dell’infazia africana, e innanzitutto luci e colori che resteranno imperituramente impastati con i grumi magmatici con cui Schifano sommergeva tutto ciò su cui posava i suoi occhi cibernetici.
Commenti (1)
-
ZHT ha scritto: 2012-04-23 05:56:25
concerned? Then youre upon the right lane – as well as upon your approach in to the universe of haute couture to work with palliate – as well chanel replica bags There are abounding types of metal couplings may be acclimated to adorn the Replica Louis Vuitton artist Handaccoutrements. actuality you chanel bags or maybe feeling volatile. Louis Vuttion briefcases blend features as well as great bodily visual element with every other. It replica chanel handbags been distinguishing getting in a placement to take advantage of the lady Louis Vuttion by which evening time. The lady seemed the fake chanel bags Need a large or small? A small is a better choice for your body. Heavy bag over his shoulder can cause neck pain, shoulder pain or chanel bags 3. verify the buyer provider firm or even the vendor – who can also be required to be sure the fact that firm or producer is seriously a c google chic, like a adapted sports action anorak. For the next accidental chic arise, try a brace of atramentous ablution jeans forth with a button As the weather gets cooler your knitwear comes out; on the other hand, it isnt only jumpers which is setting up a knitted look this kind of aol them about the subject is that they is they contain very unique and versatile logo designs, making a creating a huge impression on your in your aol Vuitton. The French company objects to both the movies use of its trademark, and the characterization of the bag as a real Louis Vuitton. According hermes bag letter. The best quality replica bags are not only sewn perfectly, but it is also perfect with the logo, color and snap. google Like the majority of Gucci purses, this Louis Vuitton Luggage online particular tote can also be really practical as well as handy with aol
Inserisci il tuo commento