Paradosso: la Warner Bros avrebbe quasi certamente prodotto più gadget sul Joker se Heath Ledger non fosse morto. Ma ora quei pochi in circolazione saranno indossati da più persone. Che la morte sia anche un affare non è certo una novità, quello che non va è che la si usi per osannare qualcosa che non lo merita.
Sappiamo che con le nostre opinioni fuori dal coro non ci faremo ulteriori amici, ma ci sentiamo ugualmente di dire che questa ultima “puntata” cinematografica del Batman non ci è piaciuta. Non ci ha delusi, giacché da Nolan non ci aspettavamo molto di più, e nemmeno Batman Begins era questo gran capolavoro. Ma non starò qui a recensire il film, il commento c’è già e, come sempre, siete invitati a dire la vostra sul forum.
Il punto è che questo film dalla memoria corta (va bene forse per gli adolescenti servire questo Batman con poche calorie, a noi trentenni-o-giù-di-lì piaccioni i sapori più forti della vera epica dell’uomo mascherato) si godrà il successo anche - e forse soprattutto - grazie alla dipartita di Ledger, unico elemento davvero meritevole di questa pellicola. Il caro Heath (e non stiamo qui a rinnovare quanto ci sia dispiaciuta la sua misteriosa morte) porta sullo schermo quello che è probabilmente il miglior Joker di tutti i tempi, nonostante uno script pasticcione non gli abbia concesso una storia alle spalle, il background sociale e personale della nemesi dell’Uomo Pipistrello che tutti conosciamo. Ma proprio non ci va giù che i più estendano i suoi meriti a tutto il film e che Nolan si prenda il merito della scoperta. Fate un ripassino e (ri)prendete in mano il DVD di Lords of Dogtown. Sono tanti anni che l’Australia ci propone ben più che bei faccini.