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  • Intervista a Doug Jones
di a cura di Federica Aliano


Direttamente dal set, le dichiarazoni dell'attore che interpreta Abe Sapien. E stavolta anche il bellissimo Angelo della Morte, dalle ampie ali con molti occhi

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Se vedeste Doug Jones senza costumi di scena, probabilmente non lo riconoscereste. Perché questo straordinario attore è colui che presta la sua fisicità e la sua preparazione da mimo professionista a decine di creature e personaggi, e solo alcune volte recita senza make-up e costumi che ne cancellano l’identità. Lui è Silver Surfer (e lo sarà anche nel film dedicato al supereroe/villain) ed è il fauno ne Il labirinto del fauno (nonché Pale Man, il mostro con gli occhi sul palmo delle mani). In Hellboy è il mitico Abe Sapien, ma in questo secondo capitolo interpreta ben tre personaggi. Oltre ad Abe veste anche i panni della creatura più bella, l’Angelo della Morte e ha un breve ruolo anche come Ciambellano di Re Balor.
Quella che segue è un’intervista realizzata in occasione della press set visit a Praga, durante la lavorazione del film. Ringraziamo per l’opportunità di pubblicarla l’ufficio stampa Universal: Cristina Casati, Marina Caprioli e Riccardo Tinnirello.

Quante ore ci sono volute ogni volta per entrare nel costume e completare il make-up dell’Angelo della Morte?
Per questo personaggio ci vogliono approssimativamente quattro ore. Le operazioni includono i capi di vestiario che si mettono dopo il trucco e le ali che vanno attaccate per ultime. Ho anche dei meccanismi per le ali e diversi guardarobieri mi hanno dovuto aiutare per indossare il tutto, perché è composto da più e più strati di stoffe e ossa. Il make-up artist doveva truccare anche le mie braccia, la testa e il collo.

In questo film fai tre personaggi, ci deve essere stato molto lavoro per te…
Fidati, è proprio così, soprattutto in questo film. Il ruolo di Abe è diventato più esteso e complesso, già solo con lui ho dovuto lavorare molto. Guillermo mi ha scritto davvero un gran bel ruolo con Abe; lui è in quasi tutte le scene in cui compaiono i due protagonisti principali.

Com’è la relazione tra te e Guillermo?
Amo il fatto che mi riempia sempre il piatto e che io dica sempre “Non potrei mai mangiare tutto questo”, così lui può dirmi “Sì che puoi”. E in qualche modo ha sempre ragione. È uno di quei registi che conosce i suoi attori meglio di loro stessi. Io ho la lista dei miei limiti, ma lui è uno che vede sempre oltre e sa esattamente quali sono le tue reali capacità. Come quando ho fatto il Fauno ne Il labirinto del fauno. Dentro di me ero sicurissimo che non ne sarei stato in grado, per via del mio spagnolo. Sapevo che potevo farcela con le richieste fisiche, ma recitare con dialoghi in spagnolo contemporaneamente? Non pensavo proprio di venirne fuori, ma lui era così sicuro… Ha lavorato per me, per il mio ruolo, così mi sono fidato. Sapeva quel che faceva.

Cosa puoi dirci dell’Angelo della Morte?
È un personaggio che incontri in una scena deliziosa a un certo punto del film e non volevo farlo a tirar via. È un personaggio femminile: nello script se ne parla come una “lei”, ma c’è una certa androginia. È stata creata per uno scopo che non è ancora del tutto chiaro, per questo attende in una camera per molto, molto tempo. Ecco perché le sue ossa sono tutte incrinate. Quando noi la incontriamo, lei spiega perché sta aspettando da così tanto ed è un gran momento nel film, che ti fa anche sperare in un seguito, in un altro film di Hellboy che parta da quella scena!

Con un nome simile viene da pensare che sia cattiva, invece è neutrale?
Non credo che sia cattiva. Ecco un altro tratto distintivo di Guillermo nei meravigliosi ruoli che scrive per me: questo è un altro personaggio che sembra cattivo, ma ha delle qualità morali ed è altruista.

Guillermo ti ha mai detto da dove prende ispirazione per questi personaggi?
Non saprei dire sì o no. Molti personaggi che ho interpretato e molti tra i tanti personaggi che Guillermo mette nei suoi film nascono nel piccolo quaderno in cui fa i disegni e le annotazioni. Pale Man del Labirinto e il Fauno stesso sono nati lì, nascono tutti dalla sua mente malata. Mike Mignola, il creatore di Hellboy, ci va a nozze ed è responsabile anche lui della creazione di nuove creature in questo film. Le loro piccole idee passano al design team che le scolpisce, fa il casting e le sculture full-size, le hanno fatte anche di me e di quello che dovevo indossare. Poi i make-up artists mi hanno messo addosso quello che serviva. Ci vuole una folla di gente per realizzare tutto questo!

Indossare questi costumi ti aiuta come attore?
Dal punto di vista recitativo sì. Come attore, mi piace pescare il personaggio da qualche parte dentro di me e lasciare che esca fuori da solo. Ma quando indossi qualcosa di così strutturato, è così drastico che puoi andare sopra le righe quanto vuoi. Tutte le ore che ci vogliono per entrare fisicamente nel personaggio ti danno modo di diventarlo sul serio.

Credi che da ora in poi lavorerai con Guillermo in tutti i suoi film?
Non saprei: Guillermo ha sempre un sacco di cose che bollono in pentola… Si dice che abbia sempre un qualche mostro in programma e si dice anche che io potrei essere sempre uno di questi mostri. È una cosa molto carina pensare che si fida di me per i personaggi che crea. Quindi sì, lo spero.

Lavorando con Guillermo sei anche stato contagiato dal suo amore per il folklore e la mitologia?
Non mi ero mai interessato a cose di questo tipo prima. Non sono mai stato un gran lettore di fantascienza, di fumetti e nemmeno un grande fan degli horror movies. Ma adesso, con i fan che mi fanno domande su qualsiasi cosa, sì, ho dovuto esplorare di più certi campi. Sono interessanti. Quello che amo di più nel fare film di questo genere sono i fan che si incontrano: persone intelligenti e strutturate. Non sono tuoi ammiratori solo perché pensano che sei cool, questa gente è interessata davvero al mio lavoro e hanno un interesse preciso per queste storie che mi ha anche portato ad ampliare il mio vocabolario!

Puoi dirci qualcosa della love story di Abe Sapien?
Si innamora per la prima volta e posso dire che la sua love story non è un plot secondario. È intricata e connessa alla prima parte del film. Abe soffre per le decisioni che deve prendere, è un magnifico ruolo per me. Per amore trascorre anche più tempo con Hellboy come amico, ma con tanto humor. Guillermo è stato capace di inserire così tanto humor in questo film che ci ha dato anche tanti momenti divertenti. Credo che Abe sia un personaggio più allegro questa volta. Ma incontra anche il dolore lungo la strada. È molto strutturato, delizioso. In più, mi vedrete impugnare una pistola per la prima volta. È stato interessante. Ho avuto delle reazioni dai fan che dicevano che non volevano vedermi armato… Non è che io improvvisamente imbracci il Samaritano, ma anche io romperò il culo a qualcuno!

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