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  • Swing Vote
di Alessandro De Simone


Una commedia politica divertente e toccante, con un Kevin Costner in gran forma e un cast di perfetti comprimari di classe. Ma soprattutto, una storia sulla quale riflettere

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Vi siete mai chiesti, nell’intimità della “gabina” di bossiana memoria, quanto conti il vostro voto? Quanto sia importante che ogni cittadino si prenda la responsabilità di indirizzare la vita politica del proprio paese, sperando in un futuro migliore? A occhio e croce, visto in che mani siamo andati a finire, mi sento di dire che la maggior parte degli italiani non c’è l’ha proprio chiaro questo concetto, una cosa che ci accomuna tristemente con gli americani oltretutto.
La differenza sta però nel fatto che il popolo statunitense a votare non ci va proprio, se consideriamo che alle elezioni del 2004 c’è stata la più alta affluenza degli ultimi quarant’anni con il 71% degli aventi diritto che si sono recati alle urne per regalare altri quattro anni di presidenza al simpatico George W.
Sensibilizzare tutte le classi sociale a esercitare il proprio diritto di voto è quindi un tema estremamente importante negli Stati Uniti, affrontato però molto poco nel corso degli anni e solo ultimamente tornato in auge, grazie soprattutto alla frangia democratica di Hollywood, speranzosa di vedere un non repubblicano alla Casa Bianca dopo otto anni.
È quindi bizzarro vedere che il primo a preoccuparsi seriamente della questione, cinematograficamente parlando, sia uno dei conservatori storici del panorama attoriale, il prima pluripremiato e poi riccamente vituperato Kevin Costner.
Da sempre attento alla storia e ai bisogni del suo paese, Costner è un destrorso illuminato, ben più a sinistra di molti democratici nostrani, anche per questo Swing Vote è un film da tenere in considerazione, e inoltre perché si rifà a una tradizione classica di commedia sociale che si è da tempo persa.
Sebbene diretto con diligenza da Joshua Michael Stern, Swing Vote può essere tranquillamente considerato un film di Kevin Costner, non solo con, in cui l’attore, qui anche produttore, divide la scena con uno stuolo di caratteristi di primissima fascia come Nathan Lane, Stanley Tucci e Kelsey Grammer, oltre a un sempre bravissimo Dennis Hopper.
Costner è Bud Johnson, sfaccendato cinquantenne alcolizzato benedetto da una figlia intelligente e ligia alla costituzione che fa di tutto perché la tessera elettorale del padre non sia solo un foglio di carta da tenere nel cassetto. Quando Bud viene meno alla sua promessa di andare alle urne, perché troppo impegnato a smaltire i postumi dell’ennesima sbornia, sarà proprio la piccola Molly a entrare di sottecchi nella cabina elettorale. Ma uno strano caso del destino farà sì che alla fine proprio suo padre sia l’uomo che sceglierà il nuovo presidente degli Stati Uniti.
Swing Vote deve moltissimo al cinema di Frank Capra, capace di insegnare agli americani come funziona il loro paese raccontando favolette morali di assoluta eccellenza artistica, e lo stesso Costner veste i panni dell’eroe classico hollywoodiano alla Gary Cooper e alla James Stewart, come già più volte gli è capitato nel corso della sua altalenante carriera in film come L’uomo dei sogni o Gioco d’amore, inserendo nel personaggio delle caratteristiche negative che lo rendono più umano e più vicino all’uomo della strada, proprio come il John Doe di Capra e Cooper, caratteristica che contraddistingue molti dei personaggi di Costner da Waterworld in poi.
Divertente, interpretato ottimamente da un cast in forma ed estremamente convinto, Swing Vote ha dalla sua anche una sceneggiatura intelligente e politicamente scorretta che mette alla berlina i meccanismi della politica, ma si conclude con una riflessione toccante e drammatica sulla condizione sociale del popolo americano e dei suoi bisogni basilari, da troppo tempo dimenticati da un’amministrazione più impegnata a bombardare paesi lontani che a curarsi di creare un sistema sanitario pubblico e non portare sempre più famiglie sotto la soglia della povertà e della disperazione.
Proprio come nella nostra bellissima e presidiata Italia.





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