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18 maggio 2012  



  • Lifestyle - Del Mangiare - Ristoranti
  • Ristorante “Il caminetto”
di Monica Faita


Da Fasano per amore… e per i nostri palati

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Suvereto, che prende il nome dalle sugherete che lo circondano (suvere in dialetto), è un piccolo paese medievale su una collina a pochi chilometri dalla costa toscana, ancora splendida in questo tratto nonostante le ferite della speculazione edilizia intorno a San Vincenzo, non lontana dalla Bolgheri resa famosa dai cipressi del Carducci e dai vigneti dell’altrettanto celebre e celebrato Sassicaia.
All’interno della cerchia di mura il paese si snoda in un dedalo di vicoli lastricati in pietra, ma non vi sarà difficile trovare la minuscola piazzetta San Francesco, sulla quale si apre questo locale che nella bella stagione può contare su un gruppetto di tavoli sistemati su una piccola terrazza.
Il ristorante esiste da molti anni ed era già segnalato da diverse guide, ma qualche mese fa la gestione è cambiata, passando nelle mani dei giovani e molto promettenti Giuseppe e Domenico, fratelli originari di Fasano, provincia di Brindisi, e della fidanzata di quest’ultimo, Giulia. Domenico dopo l’alberghiero era andato per la stagione a Castiglione della Pescaia, nello stesso locale dove lavorava Giulia, ed è scoccata la scintilla: così ha deciso di lasciare definitivamente la terra natìa e stabilirsi in Toscana per starle vicino, coinvolgendo anche Giuseppe che era chef sulle navi da crociera. Il passo è stato rischioso, ci hanno investito tutto, ma sembra proprio che ne sia valsa la pena, nonostante qualcosa ancora da migliorare, e auguriamo loro tutta la fortuna che meritano il loro coraggio e la loro seria professionalità.
La sala è piccola, ma un intelligente restauro nei toni caldi del legno e della pietra ne ha saputo ben sfruttare gli spazi, ricavando una trentina di coperti comodi, utilizzando anche un piccolo soppalco nascosto da suggestive grandi tende di cotone bianco. Peccato che tanta gioia per gli occhi non si traduca in altrettanta gioia per l’olfatto, e che con il restauro non si sia provveduto anche ad un buon impianto di aerazione: non c’è niente di peggio dell’odore di cucina che aleggia all’interno dei ristoranti, e soprattutto le sue tracce su capelli e abiti.
Il menù predilige la carne, in particolare di cinghiale, cosa che non ci stupisce affatto conoscendo le tradizioni culinarie della zona.
Gli antipasti, crostini misti e al cinghiale, e pecorino alla piastra con verdure grigliate, arrivano in tavola accompagnati da fragranti pizzette bianche o al pomodoro; fra i primi le pappardelle al cinghiale, il cinghiale con polenta, oppure le trofie ragù e funghi (un po’ troppo al dente per la verità) o gli gnocchi alle verdure di stagione, o ancora i tortelli maremmani al ragù o al burro fuso e salvia. Filetto, tagliata, fiorentina (ottima!) sono le proposte per il secondo, e per chiudere dolci al cucchiaio o crostata, tutti fatti in casa.
Molto valida la carta dei vini, con rossi importanti che spaziano sull’intera penisola, con un’attenzione particolare alla Puglia e alla Toscana.

Ristorante “Il Caminetto”
Piazza San Francesco, 7
Suvereto (LI)
tel. 0565828118

pregi: atmosfera gradevole, cura dell’ambiente, servizio attento e gentile
difetti: mancanza un buon impianto di aerazione
conto pax: sui 30 euro vini esclusi
rapporto qualità/prezzo: neutro
voto: 7 +

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