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  • Chernobyl Legacy di Paul Fusco
di Daniele Federico


Un reportage sul più grave disastro nucleare accaduto fin ad oggi. 20 anni dopo

Chernobyl Legacy - Magnum In Motion

Il fotografo Paul Fusco documenta la drammatica eredità di malattia e sofferenza che continua a colpire le persone e soprattutto i bambini esposti alle conseguenze della più grande tragedia legata a un incidente nucleare.
Il reportage multimediale, visibile all’interno della sezione In Motion di Magnum, inizia con una breve introduzione di immagini commentate dalla voce dello stesso Paul Fusco per poi passare allo slide show più corposo del reportage fotografico. Nella sua interezza il contenuto multimediale dura circa mezz’ora, il che, assieme alla voce narrante del reporter, ne fa un saggio con il preciso intento di farci sentire la presenza narrante dell’autore. Questa costruzione induce a pensare che probabilmente saranno gli stessi fotografi a determinarne la fortuna di questo nuovo sistema di fruizione delle immagini. Ogni fotogiornalista che si rispetti ha premura, a volte un vero e proprio bisogno, di mostrare e insieme raccontare il proprio lavoro.

Chernobyl Legacy va così oltre il classico slide-show di testo e immagini, basta notare la cura dedicata alla scelta del commento musicale che in questo caso è stato preso dal coro ucraino dei Bambini di S. Elijah, un elemento che dona un’aura sacrale al tema già di per sé forte. Al saggio fotografico seguono e completano alcuni extra tra cui il reportage nel reportage dedicato ai pompieri che accorsero a “tappare” le falle alla centrale nucleare e all’angosciante inconsapevolezza del loro operato; alcuni estratti assai toccanti e crudi ricavati da un libro, Voices di Svetlana Alexievich, lei stessa vittima di Chernobyl. Segue una “timeline” a descrivere la catena degli eventi che in una notte generarono la catastrofe, tanto dettagliata da risultare stancante, soprattutto dopo aver visto mezz’ora di contenuti, ancora più problematica la mappa della zona colpita sembra non funzionare, come non funziona l’ultimo degli extra, nominato “react”
sarà per questo che nella sezione “Wanted” del sito di Magnum cercano figure web da affiancare al loro team?
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La lettura dei numerosi commenti dà un’idea dei visitatori “accorsi” a questa “mostra online”. La maggior parte dei quali sembrerebbe essere rappresentata da chi era in cerca di informazioni generiche su Chernobyl, ma anche da chi, per ragioni geografiche e non solo, è in qualche modo legato ai fatti in questione (probabilmente sono anche le persone più portate ad esprimere un commento poiché direttamente coinvolte). Altro fatto interessante nel capire le leggi caotiche che regolano la comunicazione online, è che molti lettori sono giunti a questo reportage non in quanto attratti dalla fotografia o dai reportage giornalistici, ma perché giocavano a un gioco di ruolo online piuttosto diffuso, Stalker, ambientato in un futuro apocalittico sconvolto da una seconda Chernobyl. I giocatori cercavano informazioni su quella tragedia.

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