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  • Dawson's Creek: amore amicizia e psicanalisi fai da te
di Valeria Roscioni


In un piccolo paesino, grandi amori, amicizie senza tempo, sorrisi, confidenze e qualche lacrima

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Erano Dawson Leery (James Van Der Beeck), Joey Potter (Katie Holmes), Pacey Witter (Joshua Jakson) e Jen Lindley (Michelle Williams), frequentavano il secondo anno di liceo nella tranquilla cittadina di Capeside e ci tenevano incollati allo schermo. Poi arrivò anche Jack McPhee (Kerr Smith). Per chi, durante la messa in onda delle sei stagioni era in piena adolescenza, è stato impossibile sottrarsi al richiamo di I Don’t Want to Wait di Paola Cole e all’imprescindibile montaggio di immagini quasi in seppia che portava con sé. Si poteva perfino arrivare a vedere scorrere così i propri ricordi, come se una colonna sonora diversa fosse impensabile.
Per due stagioni Kewin Williamson, nell’intento di narrare le sue passate gesta, ha appassionato il pubblico mostrando i sentimenti più profondi e intimi degli adolescenti. Lo stesso vale per gli episodi firmati Gina Fattore. Non c’è stato un tema che non sia stato toccato, sviscerato, analizzato e, inevitabilmente, che non sia rimasto irrisolto. Dawson’s Creek era così, per la maggior parte del tempo una gigantesca seduta psicanalitica in cui si cercava se stessi, l’amore o la retta via. Il lutto, l’amicizia, la famiglia: l’intera vita scorreva piacevole e vaga o dolorosa e appassionata tra le battute dei protagonisti di cui era impossibile, a volte, non ridere, o almeno sorridere.
Inevitabile l’emozione tanto quanto la spontanea parodia. Questi ragazzi sono stati i primi, televisivamente, a parlarsi con brutale sincerità e consapevolezza, spesso usando termini decisamente fuori dal lessico genericamente attribuibile alle competenze di un teenager. Eppure piacevano. Piacevano al punto che quando la gestione è passata nelle mani della produttrice esecutiva Gina Fattore, i fan non hanno mollato la presa. Ci sono stati dei cambiamenti, certo, ma non si poteva resistere alla tentazione di vederli crescere e, forse, anche un po’ a quella di crescere con loro. E pazienza se qualcuno ha notato che nelle ultime due serie la protagonista assoluta diviene la studentessa Joey, o se Pacey si trasforma nel suo partner perfetto surclassando Dawson, da sempre migliore amico e a fasi alterne innamorato di lei: ragazzi questo è Dawson’s Creek! E tutti morivamo dalla voglia di sapere come sarebbe andata a finire dopo 127 episodi. Così Kewin Williamson è tornato sui suoi passi firmando l’episodio finale: un film tv.
Sono passati cinque anni dalla fine dell’ultima stagione. Dawson, Pacey, Joey, Jen e Jack hanno già deciso delle loro vite professionali. Non resta che scogliere l’eterno triangolo amoroso tra la bella intellettuale e i suoi due amici d’infanzia. I sentimenti rimangono in primo piano, le psicologie, i rapporti e le loro evoluzioni riescono a sorprenderci e a tenerci col fiato sospeso fino all’ultimo fotogramma pur rimanendo sempre coerenti. E quando, durante gli ultimi minuti, scorrono le immagini di cinque adolescenze ormai concluse, ci sembra quasi di poter dire “Ti ricordi quella volta che…”. Il bello è che ce lo ricordiamo. Possiamo ancora scegliere se essere Dawson il sognatore, Jack il ragazzo sensibile, Jen la ribelle, Joey la razionale che impara ad amare, o Pacey il cinico dal cuore d’oro. O forse tutti quanti.





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