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  • Obama everywhere
di Daniele Federico


La campagna di Barack Obama ha saputo definire e affermare l’immagine di un nuovo genere di leader politico

Barack Obama scatta una fotografia alla fotografa del Time, Callie Shell © 2008 Time Inc.

La struttura della comunicazione online messa in atto dallo staff di Obama è esemplare: sul sito principale, un vero e proprio social network, si trovano dei link diretti ai vari Facebook e MySpace dal titolo Obama everywhere, un messaggio d'intenti piuttosto chiaro.
Molti fattori, oltre a quelli puramente politici, hanno coerentemente influito sulla vittoria del nuovo Presidente USA, tra questi la gestione della sua immagine. Dapprima nel corso delle primarie democratiche, poi durante le presidenziali, la sua figura è diventata mano a mano dominante nel panorama mediale fino a fare di Obama l’uomo più chiacchierato, discusso e rappresentato degli ultimi mesi. Il giorno successivo alla sua vittoria tutti noi ci siamo imbattutti in una rassegna web/televisione/stampa in cui lui era il protagonista assoluto di un numero impressionante di copertine in tutto il mondo, la stessa eco della sua notizia fino in Africa e Asia era di per sé un argomento notiziabile. Durante gli ultimi mesi lo abbiamo visto sui giornali e sul web nelle bellissime immagini dei grandi fotoreporter: i bagni di folla, le partite a basket, oppure alla fine di una giornata stanco e buttato su un sofà con i piedi sul tavolino, o abbarbicato su una sedia, accanto a uno dei suoi consiglieri più stretti vestito da casa.
Obama con David Axelrod. Ozier Muhammad/The New York Times
In ogni occasione riesce a mostrare la sua estrema padronanza dell’ambiente, la rilassatezza e l’eleganza che si addicono a un vero leader. La naturalezza con cui si è esposto agli obiettivi fotografici ci dà la cifra della sua attenzione agli altri, del far parte della gente, della capacità di connettersi con il mondo e con i suoi supporter riuscendo a raccogliere tutte le schiere di non votanti e interpretando al meglio il loro bisogno di tornare a un attivismo politico perduto.
Gli slogan vuoti della vecchia politica sono stati spazzati dal “Change We Need” messo in pratica: Obama ha iniziato a cambiare le cose (almeno nella testa delle persone) già prima di essere eletto.
Anche McCain è riuscito a rappresentare buona parte dell’elettorato americano poiché incorpora l’idea dell’eroe e veterano di guerra con il sorriso a trentaduedenti, il Marlboro Man. Tutto bene finché non si è trovato a fronteggiare l’avversario e perdere tutta la sua forza, apparendo più vecchio e con i capelli ancora più bianchi. Obama è alto, prestante ma non "grosso", elegante ma alla mano, giovane ma sicuro, un modello maschile attuale che spesso vediamo nella pubblicità.
La nuova idea di leader è stata veicolata attraverso una altrettanto nuova tipologia di comunicazione. Grazie alla logica degli User Generated Content, lo staff del candidato vincitore ha deciso di utilizzare le immagini ufficiali accanto a tutta una serie di foto amatoriali e legate a una comunicazione delle nuove tecnologie di tipo orizzontale, non ufficiale. Per questo Obama ha un Flickr tutto suo. In realtà abbiamo già evidenziato la presenza su ogni maggiore sito social, il suo stesso sito è in sé un social network. Questa "copertura social-mediatica" è stata giocata con una tale organizzazione e conoscenza del mezzo dall’aver raggiunto la tanto agognata integrazione con il mainstrem offline.
Una delle immagini del flickr stream di Barack Obama, scattata durante la notte elettorale
Il Flickr di Obama riporta le immagini delle convention e della sua famiglia che attende i risultati delle elezioni assieme agli amici e ai collaboratori più stretti.
Di fronte alle fotografie naive sono fioccate critiche e commenti negativi: che non andavano bene per un presidente, che sembravano scattate dal primo passante con in mano una compattina fotografica, insomma che erano indecenti per il neopresidente. Invece è proprio lì che risiede la genialità dell'operazione tutta, cioé nell’utilizzare quelle immagini orizzontalmente, da pari a pari, da utente Flickr a utente Flickr, che nella maggior parte dei casi è una persona che fotografa i momenti migliori della sua vita, accanto alle persone che ama.
Un ultimo dettaglio da notare: le immagini sono pubblicate sotto licenza Creative Common, guadagnando una moltiplicazione dell’esposizione e della diffusione e soprattutto strizzando l’occhio al popolo del web che vuole condivisione dei contenuti.

"Grazie a YouTube - e al blogging, e alla possibilità di verificare i fatti all'istante sul web, e alle email virali - è sempre più difficile ripetere bugie sfacciate senza pagare un prezzo, o condurre campagne infamanti seminascoste senza essere smascherati"
blogger liberal Arianna Huffington

L’utilizzo di un Flickr stream con immagini amatoriali, tuttavia, non ha escluso una serie di ottimi fotoreporter che hanno avuto il mestiere o la fortuna di avvicinare Obama e raccontare la sua travolgente ascesa politica. Su tutti va segnalato il bel libro Yes We Can ovvero il viaggo fotografico che la giovane Scout Tufankjian ha intrapreso senza un’iniziale convinzione (quando ancora nessuno immaginava le reali potenzialità di quel giovane senatore dell’Illinois), ma concluso con il massimo del coinvolgimento personale.
Nelle bellissime immagini di Tufankjian viviamo la sorpresa, le forti emozioni e la quotidianità delle persone incontrate durante l’attraversamento di ogni stato americano. Capiamo molto meglio che con dei comuni racconti la capacità unificante di Obama negli occhi delle persone rapite dal loro leader.
L'opera di Shepard Fairey, non parte della comunicazione ufficialeNegli ultimi due anni Scout Tufankjian ha scattato più di 12.000 fotografie; lei stessa vive sulla propria pelle lo stupore e la felicità di essere parte del loro stesso sogno comune:
“Ancora non riesco a crederlo. Ancora non mi rendo conto del fatto che Barack Obama è adesso il Presidente Eletto degli Stati Uniti. Ancora non riesco a credere che il candidato che ho lungamente seguito per quasi due anni ha realmente vinto. Non riesco a credere che gli americani hanno eletto un uomo chiamato Barack Obama. Non riesco a credere che il tipo che ha passato gli ultimi due anni a cambiare espressione alla mia fotocamera sta per diventare il leader del mondo libero”.

L’immagine di Obama ricorre in mille forme differenti: si realizza anche nelle opere artistiche. Esiste un bellissimo blog, Obamareport.com, che quotidianamente raccoglie molte delle migliori proposte (per lo più realizzate da grafici, writer e visual designer) di ispirazione "obamiana" e in cui naturalemente si parla largamente di Shepard Fairey, l’autore del celeberrimo ritratto non-ufficiale che oggi viene battuto all’asta come una vera e propria opera d’arte.






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