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  • Mamma Mia! - The Movie
di Federica Aliano


Irriverente e scoppiettante: la commedia musicale dell’anno ha un cast strepitoso e una gran carica di energia

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Se siete dei fan degli ABBA, non potrete fare a meno di canticchiare per tutto il film, e sarà difficilissimo rimanere fermi sulla poltrona. Perché la trasposizione cinematografica di Mamma Mia!, musical del West End che ha già riscosso un gran successo in teatro, è una carica energetica scoppiettante e irresistibile. Ovvio che gran parte del gioco è già fatto se hai la fortuna di avere delle canzoni così a disposizione, ma è anche vero che può rivelarsi un’arma a doppio taglio.
In effetti se il film avesse avuto una vera regia, sarebbe potuto essere un capolavoro, una delle pietre miliari del musical di tutti i tempi, che le generazioni a venire avrebbero continuato ad apprezzare. Invece Phyllida Lloyd, al suo esordio cinematografico, piazza la macchina da presa a casaccio guastando completamente tutte le scene di coreografia, rendendo la pellicola “soltanto” un bel film.
Del resto i nomi sono già tutti nel cast: inutile ripetere quanto sia strepitosa Meryl Streep, che saltella, corre, canta e balla per tutto il tempo come se avesse ancora i diciassette anni della Dancing Queen cantata dal quartetto svedese. Tutti gli altri non le sono da meno, a partire da Pierce Brosnan, autoironico e portante, con la sua presenza scenica sempre impeccabile, fino ad arrivare ai ruoli minori e meno importanti, passando per un Colin Firth divertente e divertito, per uno Stellan Skarsgård sorprendente, e per Julie Walters e Christine Baranski, amiche sboccacciate e irresistibili.
Ma la vera rivelazione è la giovane protagonista, Amanda Seyfried, bellezza americana più curvy delle sue colleghe coetanee, che dimostra finalmente di non avere solo due enormi occhi blu. Dopo essersi fatta notare nel ruolo della svampita Karen Smith in quel gioiellino che era Mean Girls e nella serie TV Big Love, Amanda ha finalmente il suo ruolo-rivelazione, e può tirar fuori tutto il suo talento attoriale e canoro.
Location, costumi e scenografie rivelano il costo contenuto di questa opera prima, ma alle tante mancanze rimediano tutti gli attori, talmente affiatati da sembrare una compagnia teatrale anziché un cast cinematografico.
La storia è ovviamente un pretesto per divertire sui trascorsi libertini di una donna che ha scelto l'indipendenza, e per infilare le più belle canzoni degli ABBA, una dopo l’altra, all’interno di una qualsiasi vicenda. Del resto nemmeno Cats ha avuto il suo successo planetario per la storia, quanto per le canzoni e le danze.
Quindi “Tank you for the music, for givin’ it to me…”





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